Tarsis




I Fogli dei Quaranta


di Eugenio Tabano, ed. Il Murice,
Trieste, aprile 2017. 221 pp.

Prefazione

Non tutti i versi dei Fogli, scritti tra il 2012 e il 2017, riguardano direttamente la situazione venutasi a creare in Siria per l’intervento di interessi estranei a quelli del popolo siriano ma in questa raccolta compaiono sicuramente molti rimandi a ciò che è accaduto e accade in quel luogo.
Ciò che gli scritti riportano vuole stare sul piano che è loro proprio, “in medio mundi”, dove si stagliano le Forme degli eventi che sono avvenuti e avverranno. È lì, in quel “luogo che non è un luogo” che si decidono le sorti del mondo concreto e gli accadimenti che in esso si manifestano.
È su quel piano che le battaglie si vincono e si perdono, che l’azione degli ingiusti ha libero corso o può essere fermata. È su quel piano che il coraggio di un popolo che difende la propria Terra e la propria dignità trova linfa, sostegno e spinta. Esattamente come accade oggi in Siria dove l’intrigo di chi vuole dividere per imperare si scontra con la volontà di uomini e donne che resistono a delle forze che in altri casi avrebbero già raggiunto il loro fine: disgregando, dare in pasto una terra agli oppressori di turno manovrati da lontano, oltre le sponde dell’oceano, da vicino, nelle sabbie “ingrassate” dal petrolio e in quella che fu un tempo la sede di Bisanzio, e da chi purtroppo ci sta qui accanto, in quest’Europa macchiata nelle parole, nell’azione e nel pensiero dalla connivenza con le forze della distruzione e chi le sostiene. Dio aiuti la Siria e chi la difende.

Trieste, 9 marzo 2017

Introduzione

I versi che seguono sono frutto d’una Ispirazione che immerge le sue Radici nella Conoscenza di Sé come Tradizionalmente la consideravano gli Antichi il cui rapporto col Sacro non era ridotto alla formalità della pratica religiosa come l’uomo moderno la vive e la concepisce né al piano che le nostre capacità di comprensione definiscono come psichico né tantomeno alle sue proiezioni sociali meramente esteriori. Ciò di cui si tratta origina invece dal piano della spiritualità collegato al dominio Metafisico dell’Esistenza, unico dominio a cui spetta la suprema dignità del Sacro, dimora del Mistero insondabile del Senso dell’Esistenza. Conoscenza di Sé quindi consuonante nella sua sostanza con l’ingiunzione dell’oracolo delfico: “Conosci te stesso” e così facendo conoscerai il Senso del tuo essere al mondo e del Mondo stesso.
Tale conoscenza sacra ha permeato tutti gli orientamenti spirituali autentici dell’umanità, lo slancio dell’uomo a conoscere il Mistero dell’Uomo e il suo Segreto. Non staremo qui a ripercorrere le forme che il gran fiume di tale Ricerca ha preso né tantomeno i suoi rami principali ovvero quelle che possiamo considerare le religioni esclusive che hanno incanalato l’Acqua dello Spirito giungendo poi a pensare che fosse di loro spettante proprietà. Ciò a cui invece va la nostra attenzione è la Fonte dalla quale tale Acqua deriva, la Sorgente Immacolata dalla quale Essa sgorga, non tocca dalla volontà di appropriazione indebita degli umani. Il Flusso originario che da essa zampilla è passato sulla Terra in ogni dove si trovi un flusso d’acqua viva, un albero, una grotta baciati dallo Sguardo del Signore e, nascosto agli occhi dei violenti, è giunto a coloro che credono al Miracolo dello Spirito dell’Uomo messo all’Essere dal Principio d’ogni essere che ogni uomo chiama Dio. Sotterraneo o meno tale flusso s’è mantenuto intatto nel cuore dei fedeli ed è passato a dissetar quei pochi che hanno sete dell’Acqua della Vita celata in una Coppa tramandata da tempo a tempo da una Cavalleria dello Spirito che la chiama Santo Graal. Per noi tale Vaso che contiene la Luce di Gloria della Tradizione Antica passa per il cuore di tutti coloro che hanno conosciuto realmente Sé stessi ed attraverso le loro mani arriva agli uomini degni di portarla.
I Fogli dei Quaranta la rimettono al Cavaliere per eccellenza, il Signore della Lancia, Portatore della Spada, Possessore della Coppa che noi chiamiamo Alî, il cui Spirito ha animato la vita, nell’ultima Tradizione rivelata, l’Islam, del genero e cugino del Profeta Muhammad, Alî ibn Abî Tâlib, il Primo Imam, che da lui ha ricevuto il Mandato di essere il Signore di tutti i Veri credenti chiamati a riconoscere la sua Autorità spirituale e quella dei suoi Undici Successori, in possesso della sua stessa sostanza di Conoscenza Sacra, sino all’ultimo di essi, l’Imam del Tempo, il Dodicesimo. Quest’ultimo, presentemente nascosto, riapparirà come Sole d’Occidente quando la Terra sarà ricolma d’ingiustizia, per ristabilire il Diritto del Vero nel mondo e in ogni uomo e sconfiggere l’ingiustizia degli Oppressori presenti in ogni credo che nasconda all’uomo la sua Autentica Natura.


La Fonte

Il Cane è tornato
alla Sorgente
scomparso come Acqua
nella Fonte.
E la Signora
nascosta tra le mura
d’una città
in preda al senza Senso
attende il Suo Momento
quando dal Tempo
risorgerà quel Lupo
che guarda questa terra
dalle Stelle.
Sorto dall’Acqua
il Cane d’ogni cielo
fattosi Lupo
per squarciare il Velo
radunerà i Seguaci
di Colei che scorre
nei cuori dei veridici
e sinceri.
E questo Branco
d’origine celeste
ricaccerà ogni serpe
fuori dalla cinta
rifiuterà
l’infido e l’impostore
e la Menzogna
del falso e del crudele.
La spazzerà
in luoghi lontanissimi
dove si ghiacceranno
gli arti del Nemico.
E come da Buco profondissimo
riappariranno i Semi
d’un Sapere
nascosto da Millenni
sotto terra
al Centro d’ogni mondo
manifesto.
Verrà la Risplendente
a rinfrescarci gli occhi
con la sua Acqua
ricolma d’ogni Luce.
E i suoi Fedeli
ritroveranno il Passo
ponendosi d’intorno
alla Signora
alfin di completare
la Sua Forma
pronta nel Nuovo Giorno
a riecheggiar dovunque
sulla Terra.
L’Antica Tradizione
risuonerà nei Petti
coi versi che provengono
da Tarsis.
Colei che scorre
stabilirà una Legge
d’Amicizia
fra tutti quelli
che voteran la vita
al Suo Splendore.
Rinserrerà le fila
dei suoi seguaci sparsi
Riannoderà le fedi
col Suo Nodo
Rinnoverà scrosciando
nel cuore degli Attenti
il Suo Legame.
Saran sepolti allora
alla periferia dei tempi
i Padroni della storia
giunta all’Orlo.
E anche tra le mura
saran puliti i luoghi
col Triplice Segreto
sepolto nelle Acque
per riapparire Ora
come all’Inizio
del Ciclo dell’Ariete.
La Brocca che s’inclina
fa piovere sul mondo
gli Sguardi dei Quaranta
che scendono su Tarsis
come Gocce
portate dal Torrente delle Stelle
per scintillar negli occhi dei Fedeli
e stabilir per essi il Nuovo Culto.
Da quella Fonte Antica
scoperta entro le Mura
riappare ora il Lupo
ed il suo Branco
che porterà da lì
in ogni luogo
la Vera Fede
di Colei che scorre
nel cuore e nelle vene
dei Quaranta.

I Fogli dei Quaranta, “La Fonte”, pp.188-192.






21 giugno 2021


Eugenio Tabano nasce a Trieste il 16 ottobre 1956. Si occupa da decenni degli aspetti metafisici e spirituali della Ricerca Tradizionale della Conoscenza di Sé. All’inizio degli anni ‘90 stabilisce a Trieste il Centro Tarsis che orienta a tali temi. Ha pubblicato I Fogli dei Quaranta (Il Murice, Trieste, 2017), Il Sentiero dei Lupi (Le lettere scarlatte, Trieste, 2019), I Fogli dell’Arca (Le lettere scarlatte, Trieste, 2019) e Il Sigillo del Tempo (Audax editrice, Udine, 2021). È anche l’autore degli scritti che sono comparsi sul sito www.tarsis.it dal 2012 ad oggi.


Eugenio Tabano - Centro Studi Tarsis
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Tel.+39 3475225441
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Rappresenta la Terra dei Lupi, che è la Terra dei Padri, che è la Terra dei Quaranta.

Il simbolo rappresenta la Terra dei Lupi, che è la Terra dei Padri, che è la Terra dei Quaranta.