Tarsis



La Via Spirituale



La Via Spirituale di Tarsis è un orientamento metafisico fondato sui Principi dell’Atto d’Essere Assoluto che fa d’ognuno Sé stesso e di Colui che essendo ridiventato Sé stesso quale è sempre stato si fa Garante e Testimone Vivente dell’Atto che lo ha portato all’Essere.
Tale Atto si personifica in Alî ibn Abi Talib e il suo Garante in Salman Farsi o Pak, il Persiano e il Puro.
Per ciò considerando queste due Figure esemplari come l’Asse del suo Cammino, la Via di Tarsis definisce un Orientamento spirituale sciita proprio ad una Scia eterna che avendo come origine e fine la Persona di Alî, il Principe delle Api, assume la Forma di un’Alawiya celeste che sostanzia con la sua luce la Via spirituale di Tarsis rivestendola con il suo Nome.

Il Centro

L'Azione

I Fogli

Il Libro

La Presentazione

L'Introduzione

L'Orientamento

I Pochi

Il Deposito

La Radice

La Trasmissione

I Quaranta

La Ricerca

La Coppa


Comunità
Salman Farsi Sole d’Occidente



La Conoscenza di Sé non è sensibile né psichica ma metafisica e l’orientamento alla sua Ricerca non può che definirsi “spirituale”.
Se l’Atto di Conoscenza di Sé che porta all’Esistenza tutte le cose è definito come “Sole d’Occidente”, Resurrettore della Visione Reale dello Spirito nell’Uomo, e chi lo garantisce con la propria Realizzazione è chiamato, come Persona Esemplare, Salman Farsi, il Nome che all’orizzonte di coloro che ricercano il Senso del loro essere al mondo si staglia è quello di “Salman Farsi Sole d’Occidente”.
E’ in quel Nome che essi si riuniscono, è a quell’Orizzonte che il loro sguardo interiore tende. E’ in quell’Anelito di Conoscenza che essi si ritrovano, è nella Parola che ad Esso richiama che essi pongono Fiducia. Ed è dei Segni che da Essa sorgono che essi si nutrono. E questo, di là dalla diversità di mente e corpo, di caratteristiche, qualità e mancanze, li accomuna.
E questa “comunanza” fa di essi una comunità orientata a quel Significato che ogni Cammino spirituale degno di tal nome indica e garantisce con la Presenza Vivente d’una Persona che lo abbia realizzato in Sé.


4 febbraio 2018

Chi volesse approfondire i contenuti degli scritti che precedono può prendere contatto col Centro al seguente indirizzo:

Centro Studi Tarsis
Eugenio Tabano - Via Diaz 21 - 34124 Trieste - Italia
Tel.+39 3475225441
posta@tarsis.it


Nell'immagine geometrica che compare nell'intestazione è riprodotto quattro volte il nome dell'Imam 'Ali (a.s.) in caratteri arabi stilizzati (calligrafia kufica).




Il Centro


Il Centro nasce all’inizio degli anni ’90 come Centro d’orientamento metafisico “L’Arca di Tarsis” per approfondire le concezioni sacre autentiche ovvero quelle che hanno come essenza la Dottrina Tradizionale della Conoscenza di Sé.
Questo è stato ed è tutt’ora il Fine del Centro: mettere in luce tale Dottrina e i Principi della sua realizzazione spirituale nel cuore dell’uomo.
Dal 1992 il Centro diventa Centro Studi “Salman Farsi” e si adopera per chiarificare la Dottrina metafisica del Sé attraverso la concezione dell’Imamato come viene presentata nella gnosi sciita.
Del 1994-’95 sono “I Fogli di Salman” che contengono l’orientamento del Centro verso la realtà essenziale della Fede sciita.
Dopo il 2000 il Centro ritorna al nome originale di Tarsis che è il Luogo dove si manifesta la Testimonianza spirituale, il senso della quale è contenuto ne “I Fogli dell’Arca” scritti alla fine del 1991.
I Fogli e i Segni che si sono succeduti nel corso degli anni “informano” l’Azione del Centro e sono il suo “corpo di Pensiero” che ha una Porta d’Entrata dalla quale è doveroso entrare se si vuol comprendere il Reale Significato di ciò che vi è all’interno.
E la Porta è sempre aperta per tutti coloro che, interessati a ciò che è presente in questo “luogo”, vi s’avvicinano con sincerità d’intenzione e semplicità di cuore.
Dal 2012 al 2017 vengono scritti “I Fogli dei Quaranta” che sono la Forma dell’orientamento spirituale del Centro.


L'Azione


Trieste, gennaio 2018

La funzione degli scritti presentati in questo luogo nel corso del tempo è stata quella di portare Testimonianza ad una concezione metafisica e spirituale che trova la sua Linfa nel cuore delle Tradizioni che, se la posseggono, possono essere definite Autentiche ovvero fondate sulla Ricerca della Conoscenza del Sé Reale dell’Uomo che tali Dottrine pongono di là da psiche e corpo, altra cosa da tutto ciò che nei ‘tempi ultimi’ la sub-cultura imperante ha fatto passare per ‘ricerca spirituale’.
In tale prospettiva abbiamo dato dei riferimenti all’opera di J. Evola, R. Guénon e A.K. Coomaraswamy nonché di qualche altro autore fornendo la disponibilità di approfondirne personalmente alcuni temi per coloro che lo avessero richiesto cosa che ovviamente rimane ‘aperta’. L’anello ulteriore che è stato ricordato negli scritti riguarda l’opera di H. Corbin, introduttiva a talune questioni di non poco conto presenti nell’Islam sciita che attraverso la sua lettura richiedono di essere debitamente approfondite.
E’ stato dato anche rimando al lavoro di traduzione che il Centro ha effettuato e che ha portato alla pubblicazione de “La Via spirituale. Invito ed introduzione”, nel 2002 e di “Uno gnostico sconosciuto del XX secolo” nel 2010.
Inoltre diverse sono state le comunicazioni presentate su tali argomenti suscettibili di essere approfondite.
Come già detto il Centro negli ultimi anni si è interessato dell’aspetto eminentemente spirituale e metafisico della gnosi sciita nelle sue forme ancora poco conosciute, cosa che continua attualmente a fare.
Questi gli estremi dell’Azione del Centro sul piano di quella che si può definire la Cultura del Significato dell’Esistenza e il suo Orientamento ad Essa.
Nel lungo Cammino che la Testimonianza metafisica e spirituale del Centro ha attraversato sono stati scritti dei Fogli che hanno dato luogo a tre Quaderni: “I Fogli dell’Arca”, “I Fogli di Salman” e “I Fogli dei Quaranta” che sono anch’essi a disposizione di chi volesse avvicinarsi alla comprensione delle Vene d’Acqua che hanno animato la nostra Azione. I Fogli dei Quaranta sono stati pubblicati a Trieste nell’aprile 2017.
Accanto a ciò il Centro, attraverso degli incontri settimanali che durano da molti anni, porta avanti il Cammino della Parola orale che per sua natura chiarifica più di ogni altra cosa i contenuti in questione ovviamente a chi avesse cuore e mente sufficientemente ben disposti e aperti nei confronti delle cose trattate. Ciò che il Centro Tarsis mette in atto non è solo quindi un approfondimento culturale ma anche e soprattutto un Orientamento spirituale che ha la sua Ragion d’Essere nell’Atto di Verità che fa d’Ognuno Sé stesso sul quale si basa la nascita del Centro e la sua Presenza.


I Fogli


Trieste, 1 febbraio 2017

I Fogli dell’Arca, i Fogli di Salman e i Fogli dei Quaranta sono i tre Segni che la Testimonianza ha lasciato nel corso del Tempo animando con Essi il Luogo del suo Passaggio e lasciando la Traccia della sua Origine nel cuore degli Attenti che pensano che nella vita il compito maggiore ed essenziale dell’uomo sia “seguir virtute e conoscenza”.
I Fogli dell’Arca sono la Testimonianza dell’Atto d’Essere Assoluto che fa d’ogni uno Sé stesso e Convocazione dei Necessitati alla propria Ragion d’Essere attraverso la Parola d’un Veridico che ne garantisce il Senso avendolo realizzato in Sé stesso.
I Fogli di Salman sono la Forma della Devozione per la Persona dell’Atteso, Segreto dei Profeti e dei Giusti d’ogni Tempo, il Vivente che vive in ogni Amico di Dio portando a chi è in cerca di Sé stesso il Suo Soffio e animando la sua parola e la sua presenza in questo mondo.
I Fogli dei Quaranta definiscono la Tradizione che Trasmette da ciclo in ciclo la Luce di Gloria proveniente dal Cielo, l’Acqua di Vita che discende dalle Stelle e dall’Origine del Mondo a dissetare i cuori e illuminare le menti di chi aspira al Vero.
La Trasmissione è quella del Vaso o Coppa in cui Essa è contenuta a coloro che sono stati predestinati a raccoglierne il Deposito per stabilirne ed espanderne la Luce nel tempo e nel luogo della loro vita contrastando con Essa la Volontà d’oscurità e oppressione messa in atto dai Mantenitori del Disordine e della Menzogna.
I tre Segni Maggiori quindi sono l’Atto d’Essere, la Forma della Devozione e la Trasmissione della Luce. Il primo stabilisce il Fondamento metafisico della Testimonianza, il secondo la Forma del suo Orientamento spirituale, il terzo la Trasmissione della Conoscenza che nei primi due è contenuta.
L’Atto d’Essere è l’Imperativo che fa venire all’Esistenza ogni cosa, ogni essere e ogni mondo. L’Atteso è Colui che porta in sé l’Imperativo, il Resurrettore, il Sole d’Occidente, Colui che porta in Atto l’essere che è destinato a ridiventare Sé stesso diventando poi il Garante di Chi lo ha portato all’Essere. A tale Garante è dato di Trasmettere la Luce del Vero come Anello d’una Corda d’oro che da millenni in ogni ciclo e in ogni Tradizione Sacra manifesta la Gloria dell’Altissimo, l’Unico, l’Immenso.
Private di tale Corda che è formata dagli Anelli Viventi della Luce, le Tradizioni sacre decadono in religioni esclusive e oscure frutto di letture umane che ignorano e nascondono il Senso Reale dell’Uomo e dell’Esistenza che esse avrebbero invece avuto il compito di indicare e tramandare. Vani simulacri del Sacro, Esclusivi che escludono il Vivente, diventano al pari dei Senza Dio portatori e trasmettitori dell’Errore e conducono l’uomo e il mondo nelle Tenebre più spesse.
Ecco perché lo Spirito che proviene dall’Ordine del Signore soffia dove vuole e in chi Egli vuole, perpetuando all’interno di quei cuori chiamati a raccoglierne la Luce, la Tradizione “che da Millenni bagna il petto dei Sinceri” verso la quale nell’Ultimo Libro Rivelato è stato detto di “Drizzare il proprio Volto”come unica e inalterabile Religione dell’Umanità.


Il Libro


Trieste, 10 ottobre 2017

In riferimento alla nota 1, pag. 219 de “I Fogli dei Quaranta” di Eugenio Tabano, Edizioni Il Murice, Trieste, aprile 2017.

«I Fogli dei Quaranta sono stati scritti per fornire un Orientamento spirituale a chi ricerca la Conoscenza di Sé in questi tempi e luoghi. La loro Forma è un Invito ad approfondirne i contenuti per coglierne il Significato. La Parola che essi portano va incontro ai ‘poveri’ e ai ‘sinceri’ che non presumono di sapere ciò che in realtà non sanno. Evitiamo quindi di dar indici e glossari che andrebbero a sovrapporsi a ciò che sin qui è stato detto. Rimandiamo invece coloro che fossero intenzionati ad avvicinarsi al Senso spirituale che i Fogli veicolano a prender contatto personalmente con l’Autore e a consultare il sito del Centro Tarsis - www.tarsis.it - che si occuperà di sviluppare con rimandi testuali i contenuti dei versi e i nomi e gli epiteti che in essi si trovano.»


Diamo qui sotto delle chiarificazioni su alcuni nomi ed epiteti presenti nel testo:

Principe delle Api, Alî

L’“Unico Signore”; “Principe del Miele e della Lode / Signore delle Api e delle Stelle”; il Fine spirituale, Donatore della Conoscenza Suprema, Signore dei Veri Credenti.

Fatima

“La Purissima Immacolata”, storicamente è la figlia del Profeta Muhammad, sposa dell’Imam Alî, madre degli Imam Hasan e Hoseyn.
Fatima è detta az-Zahra “la Splendente”. E’ una personificazione della Luce che illumina l’anima del credente quando è baciato dallo ‘Sguardo’ del suo Signore.

Aradvi Sura Anahita

La Signora delle Acque, nei Versi: “la Dama della Fonte”, “la Bianca Dama”. E’ una personificazione dell’‘Acqua Suprema’; “La sua Essenza è Ahurica / il Succo della Vera Religione.” Rappresenta la Fede del Vero Credente.

Surya

La ‘Terra del Sole’; “Mondo di mezzo / brillante come il Sole”. Se si considera il Sole spirituale, la sua Terra è quel luogo in ‘medio mundi’ in cui prendono Forma i Principi spirituali. Si veda la prefazione al testo. Si veda anche la voce: Caverna.

I Dormienti

“E i Dormienti si rigirano / sul letto del Mare”. Sono un riferimento alla Sura 18 del Corano. Si ricollega alla leggenda dei ‘Sette dormienti di Efeso’ e del loro cane. In essa si narra una storia esemplare che racconta di un piccolo numero di veri credenti che per sfuggire agli Oppressori si rifugiano in una grotta e lì restano miracolosamente addormentati per secoli, protetti dal Sonno di Dio.

La Caverna

“La Caverna nascosta dalla cecità dei cuori”.
Può rappresentare l’Alam al-Ghayb il Mondo Invisibile o ‘spirituale’. Vedi ‘il Grido’: “Chi pensa si tocchi e veda / con gli occhi della carne tale luogo / sbaglia la prospettiva / e cade giù nel vuoto. / Ma il Luogo è Vero / e ha una Forma / per gli occhi di quei cuori / chiamati lì a raccolta”.
Può rappresentare anche il ‘cielo stellato’, il ‘firmamento’ inteso proprio come ‘ciò che è fisso, stabile’ e non muta con lo scorrere del tempo.

Il Cane

“Del resto Egli è l’Amico dei Sette / e il Signor dei Quaranta”; “Il Cane che veglia”; “il Cane alla Soglia”; “quel Cane che nel cielo è Lupo”. E’ colui che guida e protegge i credenti. Vedi Cor.18:18.

I Sette

Sono Coloro che tramandano l’Antica Tradizione attraverso i secoli, da un ciclo ad un altro, attraverso i diversi periodi dominati da una o dall’altra religione, cultura o tradizione. “Da Sole a Sole passa / la Saggezza degli Antichi / da Ciclo a Ciclo / l’Arcano delle Stelle”. Vedi anche la voce sui Quaranta.

Il Gallo

Simbolo Solare. E’ chiamato Pazirik, con riferimento all’antica cultura delle steppe euroasiatiche.
Nei versi è posto in Cielo “che dall’alto della Volta / guarda le Distese sconfinate”. E “Attende di lanciar al Sole / il Grido che l’annuncia”.

Il Pavone

Simbolo Celeste. Nei Versi de ‘Il Monte’ è collegato ai Quaranta e al Monte Sinjar.

Il Sole

Il Sole spirituale. Nei Versi “non è l’Astro che v’abbaglia” ma il “Sole Vittorioso”, il “Sole Invitto”, il “Sole che mai muore e mai si spegnerà”.
Rappresenta il Sé della cui Luce è costituito lo Spirito dei Veri Credenti e nella sua Forma Esemplare la Sostanza stessa dei Quaranta che è un’unica Luce che da Lui proviene e a Lui ritorna.

Il Sole d’Occidente

E’ il Resurrettore che viene ‘alla fine del tempo’, il Qa’im, è il Sé che chiama alla Conoscenza di Sé che è Lui stesso. Vedi Cor.20:108-111. «In Quel Giorno tutti seguiranno i Passi d’Uno che Chiama e non svia nel Cammino, e basse saranno le voci di fronte al Misericordioso, e tu non potresti udire allora altro che un fruscio di passi leggero. In quel giorno a nulla serviranno intercessioni, eccetto di colui cui lo permetterà il Misericordioso e sia a Lui accetto il suo dire. Egli conosce ciò che è avanti a loro e ciò che è dietro di loro, e la scienza loro non riesce ad abbracciarLo. Umili saranno gli sguardi di fronte al Vivente, Colui che di per Sé eterno esiste, e disperato sarà il portatore di iniquità».

I Quaranta

Sono “i veri Giusti d’ogni tempo e in ogni luogo il Salman del Momento che l’Acqua della Vita porta in sé”.
Yazata, Rijal al-Ghayb, Abdal, Erenler, Kirklar, Cehel Tan, Nuqabâ e Nujabâ. Esseri dalla completa Realizzazione spirituale. Pleroma degli ‘Amici di Dio’ che sono Tramite tra i Bisognosi dell’Acqua della Vita e Colui che la dona ai “Poveri e Sinceri”. I Quaranta “sono Uno”. Vedi anche la voce su “I Sette”.

Il Banchetto dei Quaranta

“Un Banchetto Eterno / che rinnoverà la Terra” su di Esso son posti “Il Fuoco e l’Acqua / e il Pane e il Vino sacri” che sono la Presenza e la Parola di chi ha realizzato il Vero.

Salman

Salman Farsi, ‘Il Persiano’, compagno del Profeta e dell’Imam Alî; Salman Pak, ‘il Puro’.
Fa parte del Consesso o Banchetto dei Quaranta, egli è detto “la Mano dei Quaranta”. Rappresenta coloro che hanno raggiunto la piena realizzazione spirituale, che ‘hanno conosciuto il proprio Sé o Imam’. Egli è la Porta alla Conoscenza di Dio che è la ‘Conoscenza del Sé’ in quanto Guida o Imam di chi lo riconosce, ‘Volto di Dio per la Creazione’.
Nei Versi è anche “Il Barbiere col suo Rasoio d’oro”.

Salsal

Nome gnostico di Salman. La Personificazione dell’‘Acqua della Vita’. Cor.76:15-18 «E qualcuno passerà attorno con vasi d’argento e crateri che son di cristallo - di cristallo d’argento forgiati con armonia; - saranno abbeverati di una coppa il cui licore è miscela di zenzero - di una fonte colà che ha nome Salsabil».

La Cascata della Lode

La Parola che “dalle Altezze giunge” a dissetar il cuore dei Sinceri che ricercano il Senso Ultimo dell’Esistenza. “La Fonte della Prima Tradizione” verso cui si orientano le correnti spirituali che da Essa originano attraverso la Testimonianza eterna dei Quaranta.
E’ la ‘Vera Religione’. Vedi Cor.30:30 «Drizza quindi il tuo volto verso la Vera Religione, in purità di fede, Natura prima in cui Dio ha naturato gli uomini».

La spada Dhu-l-fiqar

‘Non vi è cavaliere se non Alî, non vi è spada se non Dhu-l-fiqar’.
La spada di Alî “dalla Doppia Lama” che taglia il Vero dal Falso. E’ la Parola di Alî, di Gesù e di tutti coloro che sono sostanziati dall’Atto d’Essere Assoluto.

Khidr, Colui che insegna ai profeti

Khidr, Al-Khadir, ‘il verdeggiante’. In Cor.18 è un ‘servo di Dio’ che ha l’autorità per guidare i Profeti. La sua conoscenza precede qualsiasi religione ed è il custode dell’Acqua della Vita. È considerato immortale ed è sempre pronto ad aiutare i necessitati.
Il suo culto è molto diffuso ed è corrispondente a quello per Girgis - San Giorgio e, in certi luoghi, a Sarkis, San Sergio. E’ spesso associato al profeta Elia.

Quello dalle due corna

Dhu l-Qarnayn. Si veda Cor.18:83-98.

Nuh e l’Arca

Il profeta Noè. Cor.23:23-30.

Junus, Quello del Pesce

Giona, il profeta. si veda Dhu l-Nun, Cor.37:139-148.
Per taluni è esemplare di coloro che hanno realizzato la Conoscenza di Sé.

L’Olio benedetto

“All’Olio benedetto / né d’Oriente né d’Occidente / che arde da Sé / senza lo tocchi Fuoco”. Il riferimento è al versetto ‘della Luce’, si veda Cor.24:35.

La Notte Benedetta

Anche: “Notte che porta in sé l’Arcano / dell’Atto d’Essere Assoluto/ che fa d’ognun Sé stesso”; “Notte del Mistero”. La Notte della completa Realizzazione spirituale nella quale s’invera il ‘Kun!’, il ‘Sii!’ L’Atto d’Essere Assoluto che porta all’Esistenza tutti gli esseri e tutte le cose. Si veda Laylat ul-qadr, Cor. 97.

Il Mare lontanissimo

“Che è oceano infinito e senza sponde”; [Una luce]... “che vien da profondo Mare / che chiamano l’Oceano senza sponde”. L’Oceano della Possibilità Universale, l’Esistenza Assoluta.

Yahia

Giovanni Battista, Vedi Cor.19:7-15.

Maryam e Issa

Maria e Gesù. Vedi Cor.19:16-29.

Chi fu recluso
al campo

Hasan al Askarî. Undicesimo Imam sciita. Visse quasi tutta la vita confinato e recluso.

Colui che fu ornamento

Alî Zayn al-Abidin, quarto Imam sciita, detto l’‘Ornamento dei devoti’. Figlio dell’Imam Hoseyn.

Le Due Stelle

“Dal luogo del Segreto / ch’è posto in quella Terra / baciata da Due Stelle”.
A Samarra, dove sono sepolti il decimo e l’undicesimo Imam degli Sciiti, Alî al Naqi e Hasan al Askarî.

Le Nove Bocche

Quelle dell’antico fiume Timavo che sfocia vicino a Trieste. “E il Sole che sorgeva sopra le Nove Bocche / s’è messo al Suo servizio per rinnovare il Tempo”.

Gli Esclusivi

Coloro che fissano i loro occhi sulla lettera delle tradizioni religiose e non ne riconoscono lo Spirito Vivente.

L’Antica Festa dell’Inizio

Now Ruz, il ‘nuovo giorno’, l’equinozio di primavera.

Principe di Pace e di Giustizia

Melkitsedeq, che ha come Dio l’‘Altissimo’ e il cui sacrificio è di Pane e Vino. A lui Abramo ‘paga la decima’. Vedi anche ‘Khidr’.

L’Imam Hoseyn. Kerbala, 10 ottobre 680.

“Il Giusto Immacolato / diede il suo Santo Capo / a stirpi senza onore e senza gloria / per loro eterna infamia e perdizione”.

Il Signor del Patto

Mithra.

Gesù

“Al Testimone Puro / prescelto dall’Inizio / per indicar per sempre / la Storia di chi trama / per cancellar dal mondo / lo Spirito Vivente / che l’accusa”.

I Tre Re

I Magi. Riconoscono la Nascita e la Funzione di Gesù.

La Coppa

Che contiene l’Acqua della Vita, che è il Succo del Senso Ultimo dell’Esistenza, che è la Luce di Gloria, HvarenoFarr dell’Unica Tradizione del Vero. “Ma da tempo a tempo / il contenuto svela / l’Eredità del Sole / in questo mondo / al fin di rivelare / in questi luoghi / i Segni del Sapere / dei Quaranta / nascosti dalla Luce / d’una Coppa / caduta giù dal Cielo / ai nostri piedi”.

Il Leone

Haydar, L’Imam Alî.

Le Dodici Sorgenti

I Dodici Imam degli Sciiti.

Makzun

Al-Hasan ibn Yusuf al-Makzun al-Sinjari.
Comandante militare e poeta alawita del XIII sec. originario del Sinjar. Profondo conoscitore dell’Islam sciita e della sua gnosi.

Hasan Tarsis

L’Autore dei Fogli.



La Presentazione


Trieste, maggio 2017

“I Fogli dei Quaranta” di Eugenio Tabano, Edizioni Il Murice, Trieste, aprile 2017. 221 pp.

Un testo che viene da lontano e che mira lontano, questa la sensazione che si ha alla lettura dei versi che compongono la raccolta titolata ‘I Fogli dei Quaranta’. Viene da un lontano passato e origina dalla Fonte dell’Acqua della Vita che ha irrorato la penna di coloro che furono a Oriente come a Occidente i cantori d’una Cavalleria Spirituale in possesso d’una consapevolezza di cuore e d’intelletto che dal Medioevo ad oggi è sicuramente venuta a mancare.
E’ che Madonna Intelligenza che animava la Ricerca e il Fine eminentemente spirituale di Dante e di certi poeti suoi contemporanei, portati a una Milizia di Fedeli d’Amore che univa il suolo Italico con quello Persiano, lasciava segni chiari anche nella storia con la fedeltà a quell’Idea Imperiale che specchiava sulla terra la Regalità celeste dello Spirito.
A metà strada tra quei due suoli sta la terra di Surya che in età antica, in quella media e fin nell’ultima è stata ponte tra quei due mondi.
E’ proprio lì che l’Autore mette a fuoco la sua visione e la sua concezione attingendo dal fluire dei secoli la linfa dell’ispirazione che, sbocciata ‘all’inizio del Ciclo dell’Ariete’, seguendo una vena sotterranea d’Acqua pura, passò attraverso la città di Kufa, nel basso Iraq, culla della gnosi sciita, per giungere poi attorno all’anno mille in Siria, sulla costa orientale del Mediterraneo, per stabilire in quei luoghi il proprio Spirito.
Ed è a essa, alla Siria, che l’Autore dedica la prefazione di questo libro e implicitamente il testo stesso, radicato nell’Oltre e nella storia che stiamo vivendo, in attesa del ritorno di Colui, che egli, con tutta una Tradizione spirituale d’origine sciita, chiama il ‘Sole d’Occidente’. Quest’ultimo, conclude l’introduzione, quando la Terra sarà ricolma d’ingiustizia, ristabilirà il Diritto del Vero nel mondo e in ogni uomo e sconfiggerà l’ingiustizia degli Oppressori presenti in ogni credo che nasconda all’uomo la sua Autentica Natura.
E ‘i versi che provengono da Tarsis’, che altro non è se non una Trieste memore delle sue Antiche Radici spirituali, affiancheranno, per l’Autore, l’opera di questo ‘Salvatore’, concetto espresso chiaramente dalle parole finali de ‘Il Viaggio’: ‘e il Sole che sorgeva sopra le Nove Bocche’, le foci dell’antico fiume Timavo, ‘s’è messo al Suo servizio per rinnovare il Tempo’.
Sta in ciò il Segreto di questo libro, scritto per coloro che, in questi luoghi, ricercano la Verità spirituale della propria Esistenza.

Nota bibliografica

“Il linguaggio segreto di Dante e dei «Fedeli d’Amore»”, Luigi Valli, Luni Editrice, Milano 1994.

“Salman Pak e le primizie spirituali dell’Islam iraniano” in Parola data, Louis Massignon, Adelphi Edizioni. pp.103-133.

“Makzun al-Sinjari, poète mystique alaouite” in Studia Islamica 40, 1974. Paul Nwya, Maisonneuve & Larose, pp. 87-113.

“L’imam Nascosto”, Henry Corbin, SE, 2015.


L'Introduzione


Trieste, marzo 2017

“I Fogli dei Quaranta” di Eugenio Tabano, Edizioni Il Murice, Trieste, aprile 2017. 221 pp.

Non tutti i versi dei Fogli, scritti tra il 2012 e il 2017, riguardano direttamente la situazione venutasi a creare in Siria per l’intervento di interessi estranei a quelli del popolo siriano ma in questa raccolta compaiono sicuramente molti rimandi a ciò che è accaduto e accade in quel luogo.
Ciò che gli scritti riportano vuole stare sul piano che è loro proprio, “in medio mundi", dove si stagliano le Forme degli eventi che sono avvenuti e avverranno. È lì, in quel “luogo che non è un luogo” che si decidono le sorti del mondo concreto e gli accadimenti che in esso si manifestano.
È su quel piano che le battaglie si vincono e si perdono, che l’azione degli ingiusti ha libero corso o può essere fermata. È su quel piano che il coraggio di un popolo che difende la propria Terra e la propria dignità trova linfa, sostegno e spinta. Esattamente come accade oggi in Siria dove l’intrigo di chi vuole dividere per imperare si scontra con la volontà di uomini e donne che resistono a delle forze che in altri casi avrebbero già raggiunto il loro fine: disgregando, dare in pasto una terra agli oppressori di turno manovrati da lontano, oltre le sponde dell’oceano, da vicino, nelle sabbie “ingrassate” dal petrolio e in quella che fu un tempo la sede di Bisanzio, e da chi purtroppo ci sta qui accanto, in quest’Europa macchiata nelle parole, nell’azione e nel pensiero dalla connivenza con le forze della distruzione e chi le sostiene. Dio aiuti la Siria e chi la difende.

Eugenio Tabano

Trieste, 9 marzo 2017

* * *

I versi che seguono sono frutto d’una Ispirazione che immerge le sue Radici nella Conoscenza di Sé come Tradizionalmente la consideravano gli Antichi il cui rapporto col Sacro non era ridotto alla formalità della pratica religiosa come l’uomo moderno la vive e la concepisce né al piano che le nostre capacità di comprensione definiscono come psichico né tantomeno alle sue proiezioni sociali meramente esteriori. Ciò di cui si tratta origina invece dal piano della spiritualità collegato al dominio Metafisico dell’Esistenza, unico dominio a cui spetta la suprema dignità del Sacro, dimora del Mistero insondabile del Senso dell’Esistenza. Conoscenza di Sé quindi consuonante nella sua sostanza con l’ingiunzione dell’oracolo delfico: “Conosci te stesso” e così facendo conoscerai il Senso del tuo essere al mondo e del Mondo stesso.
Tale conoscenza sacra ha permeato tutti gli orientamenti spirituali autentici dell’umanità, lo slancio dell’uomo a conoscere il Mistero dell’Uomo e il suo Segreto. Non staremo qui a ripercorrere le forme che il gran fiume di tale Ricerca ha preso né tantomeno i suoi rami principali ovvero quelle che possiamo considerare le religioni esclusive che hanno incanalato l’Acqua dello Spirito giungendo poi a pensare che fosse di loro spettante proprietà. Ciò a cui invece va la nostra attenzione è la Fonte dalla quale tale Acqua deriva, la Sorgente Immacolata dalla quale Essa sgorga, non tocca dalla volontà di appropriazione indebita degli umani. Il Flusso originario che da essa zampilla è passato sulla Terra in ogni dove si trovi un flusso d’acqua viva, un albero, una grotta baciati dallo Sguardo del Signore e, nascosto agli occhi dei violenti, è giunto a coloro che credono al Miracolo dello Spirito dell’Uomo messo all’Essere dal Principio d’ogni essere che ogni uomo chiama Dio. Sotterraneo o meno tale flusso s’è mantenuto intatto nel cuore dei fedeli ed è passato a dissetar quei pochi che hanno sete dell’Acqua della Vita celata in una Coppa tramandata da tempo a tempo da una Cavalleria dello Spirito che la chiama Santo Graal. Per noi tale Vaso che contiene la Luce di Gloria della Tradizione Antica passa per il cuore di tutti coloro che hanno conosciuto realmente Sé stessi ed attraverso le loro mani arriva agli uomini degni di portarla.
I Fogli dei Quaranta la rimettono al Cavaliere per eccellenza, il Signore della Lancia, Portatore della Spada, Possessore della Coppa che noi chiamiamo Alî, il cui Spirito ha animato la vita, nell’ultima Tradizione rivelata, l’Islam, del genero e cugino del Profeta Muhammad, Alî ibn Abî Tâlib, il Primo Imam, che da lui ha ricevuto il Mandato di essere il Signore di tutti i Veri credenti chiamati a riconoscere la sua Autorità spirituale e quella dei suoi Undici Successori, in possesso della sua stessa sostanza di Conoscenza Sacra, sino all’ultimo di essi, l’Imam del Tempo, il Dodicesimo. Quest’ultimo, presentemente nascosto, riapparirà come Sole d’Occidente quando la Terra sarà ricolma d’ingiustizia, per ristabilire il Diritto del Vero nel mondo e in ogni uomo e sconfiggere l’ingiustizia degli Oppressori presenti in ogni credo che nasconda all’uomo la sua Autentica Natura.


L'Orientamento


Trieste, 2013

L’orientamento si rivolge a chi sente un richiamo verso un Modo di vita e di essere più sensato di quello che sta vivendo, costretto dalle proprie abitudini o da quelle sollecitate dall’ambiente circostante ad affrontare le cose in modo superficiale e miope. Questo a partire dal carattere personale sino a giungere ai vari livelli d’interesse dai quali la persona è “occupata”. Quali che siano i piani nei quali la propria azione è coinvolta, culturali, politici, religiosi od altro, l’Educazione della propria Intelligenza è un fatto che va “oltre” tali piani, va verso il Senso della vita, campo nel quale ognuno viene gettato e dal quale è bene che egli esca avendo ben chiare certe verità e certi valori che all’inizio e durante il cammino erano poco chiari o addirittura mancanti. A ciò serve l’orientamento spirituale. Orientamento verso il Senso della vita che qualifica l’agire dell’uomo e non lo rende vano e “sprecato”.
L’orientamento quindi serve a capire chi si è e dove si va, senza dar per scontato che quello che si sta facendo in quel momento abbia un senso reale se esso resta “staccato” dall’Intelligenza spirituale che dovrebbe dargli valore e significato.
In tutte le Tradizioni questo orientamento è dato dalla Discriminazione di quello che in noi e nelle nostre vite è essenziale e ciò che invece è sovraggiunto e di superficie, nei modi e nei pensieri. Uno è il Sé reale che dimora nel centro dell’Essere, altro è l’io individuato in un corpo e in una mente. La Ricerca che porta alla conoscenza del primo è ciò che dà Valore alla vita, il racchiudersi sul secondo e presumere che solo esso esista è perdere la possibilità che ci è stata data e che si concluderà con la nostra morte.
A questo serve l’Orientamento, a far acquisire alla vita il senso che le spetta, a far venire alla luce ciò che ogni cosa che ci circonda pare voglia nascondere e “coprire”.
Per questo abbiamo detto che la Cultura del Senso della Vita come la intendevano gli uomini e i popoli che non di solo “pane” vivevano è ciò che un orientamento reale ha come fine di far scoprire. E’ tale “scoperta” che restituisce ad ogni vita la sua dignità ed è bene “iniziarla” fin che si è in tempo perché è proprio lì che si decide il Destino proprio e quello del mondo che ci circonda.
E ogni persona strappata alla dimenticanza di Sé è un essere ricondotto alla sua dimensione autentica, quella di “essere umano”.


I Pochi


Trieste, 2012

Pochi sono coloro che cercano realmente Sé stessi e che vivono la religione di nascita o acquisita per scelta come mezzo per giungere alla Verità.
Ognuno ovviamente secondo la misura che gli è stata destinata.
Molti disconoscono il Vivente e il fatto che vi possa essere qualcuno che quella Verità testimoni.
Molti vivono la religione dei padri senza che il Reale Soffio dello Spirito ne vivifichi i contenuti.
E i molti sono molti ovunque essi si trovino.
Solo chi ha Necessità profonda dello Spirito di Verità ne trova le tracce, ne respira il Profumo.
Per noi questo Soffio è la Parola di Alî, il Vivente, Origine e Fine del nostro Cammino.
E’ quindi al Signore dei Credenti, al Principe delle Api, che noi rimettiamo la nostra Azione.
Ora, nel passato e nel futuro e fin quando Dio lo voglia.


Il Deposito


Trieste, 20 febbraio 2014

Il Centro mette in luce la Testimonianza dell’Atto di Riconoscimento di Sé secondo la Tradizione della Verità che vivifica ogni cuore che a Lui sia ritornato. Tale Tradizione Antica ha origine col Mondo perché l’Atto di Conoscenza che il Sé ha di Sé stesso genera ogni mondo, ogni tempo, ogni essere. La Vena Aurea della Conoscenza senza tempo passa nei tempi e tra i tempi attraverso le Tradizioni sacre originate dal Verbo del Principio che le manifesta deponendone il Seme in coloro che ne saranno i Trasmettitori.
Il Centro ha raccolto l’Acqua che dalle Altezze giunge sotto forma di Cascata della Lode e ha messo a disposizione il Pane e il Vino fatti con Essa e da Essa ai sinceri e agli attenti, ai necessitati e ai “poveri”. Sin tanto che sulla terra ci sarà un “povero” ci sarà chi non gli farà mancare il cibo e l’acqua sotto forma di Parola che esce dalla Bocca del Signore e in mille rivoli, in mille fiumi e in mille balzi giunge alla sua terra inaridita e vuota irrorandone i canali con la Vita di Colui che solo è il Ricco, l’Altissimo, il Degno di Lode.
Questo il Centro fa con la Presenza in Vita e con la Parola dotata di Significato sia essa scritta o frutto di Soffio e Voce.
Questo è ciò che il Centro ha fatto e farà sin che il Misericordioso lo manterrà in vita.


La Radice


Trieste, novembre 2014

Sarebbe errato considerare il Cammino che è stato definito nel corso del tempo in questo luogo come avulso da riferimenti spazio temporali precisi. Esso affonda le sue radici nell’Atto di Verità e Riconoscimento di Sé accaduto in questo tempo e luogo e quindi se da una parte beneficia dell’Attenzione del Cielo dall’altro è inevitabilmente autoctono. E’ per ciò che le sue caratteristiche sono la salvaguardia della Terra nella quale per destino ci si è trovati a nascere e a vivere, la messa in luce della sua spiritualità originaria che apposizioni successive hanno nascosto e “sepolto” e la Risonanza del suo Deposito di Conoscenza con quello che in altri tempi e luoghi si è manifestato. E che può unire due terre attraverso il fluire sotterraneo della stessa Acqua. Quindi Testimonianza spirituale e Deposito Tradizionale sono strettamente correlati. La prima è infissa nel “Kun” “Sii!” che fa d’ogni essere Sé stesso secondo Giustizia e Verità, il secondo trae linfa dalla stessa Radice che ha alimentato la funzione della Tradizione sciita all’interno dell’Islam sin nelle sue più profonde diramazioni spirituali poco o malamente considerate all’interno della stessa Corrente spirituale sciita maggioritaria e che hanno a che vedere strettamente con quella Tradizione dei Quaranta dalla quale origina lo stesso Deposito Tradizionale del Centro Tarsis.


La Trasmissione


Trieste, 3 novembre 2014

I Fogli dei Quaranta non sono per chi non riconosce la Funzione dell’Ultimo degli Inviati e della sua Famiglia.
Non sono per chi pensa che ciò che Essi hanno indicato sia esclusivamente una lettera fine a sé stessa e non un mezzo per un senso: il Senso Ultimo dell’Esistenza.
Non sono per chi pensa che la Catena d’oro della Trasmissione di Quel Senso abbia avuto fine e che non ci sia, se Dio vuole, in questo mondo, nel proprio tempo e luogo, nessuno che ad Esso possa rimandare e orientare.
La Trasmissione di Quel Senso è stata portata da Millenni dalla Tradizione sacra dei Quaranta e si è “personificata” in Salman il Persiano che riassume in sé i Passaggi essenziali della Conoscenza Reale: appartenente alla Cavalleria Mazdea è attratto dal Rito lasciato da Gesù ai suoi seguaci, Lascito dell’Antica Tradizione di Melkitsedeq e si avvicina poi al Sigillo dei Profeti divenendo intimo della sua Famiglia e del suo Legittimo Erede, Alî, Sigillo dell’Amicizia Prossima, Personificazione della Realtà Totale dell’Uomo di Dio, Volto di Dio per la Creazione.
E’ a Lui e alla sua Realtà Eterna che egli vota la sua Devozione riconoscendone i Segni attraverso e ben oltre la sua realtà storica e meramente umana.
Noi seguiamo quindi la Tradizione di Salman il Persiano e della sua Ricerca di Senso ch’egli riconosce nella Realtà Eterna del Principe delle Api, Alî, Fine Ultimo d’ogni Inviato nel Suo Nome, Ancora di Salvezza per ognuno che sia alla Ricerca di Sé stesso, Approdo sicuro d’ogni esistenza degna d’esser chiamata Uomo.


I Quaranta


Trieste, novembre 2014

L’Imam Alî è il Principe delle Api in quanto Signore della Conoscenza Suprema che è “Miele” per chi la cerca e “Miele” per chi la trova.
Entrambi non possono che essere “seguaci dell’Imam” ovvero sciiti nel senso autentico della Parola.
I Quaranta sono coloro che hanno per dono di Dio realizzato il Vero nel proprio tempo e luogo e ne sono divenuti Testimoni per coloro che il Vero sinceramente ricercano.
Il loro Signore è il Leone di Dio e la loro Mano è la Mano di Salman pronta alla Stretta Antica coi Sinceri, la loro Parola taglia il Vero dal falso ed è Acqua per i Bisognosi che cercano la luce del Suo Volto.
Sui libri raramente se ne troverà le tracce e a che prò cercarle in essi senza la vicinanza d’un Salman del Momento che l’Acqua della Vita porta in Sé?
La comprensione di chi sia il Salman del Momento implica la spiegazione della Funzione di Salman nella gnosi sciita, la chiarificazione della sua Persona esemplare più profonda del suo apparire storico così come la Realtà Eterna dell’Imamato è la Sostanza Autentica della sua manifestazione temporale.
Così come esiste una Scia eterna esiste anche una scia storica e la Persona dell’Imam Alî che ne è a Fondamento può essere vista sotto questi due aspetti.
Chi ha riconosciuto pienamente il proprio Signore e realizzato la Conoscenza di Sè segue la Scia eterna e conferma il Significato Reale della sua manifestazione storica. Chi si ferma a quest’ultima è come se si fermasse alla lettera dimenticandone il Significato e ne diminuisse la “portata” non dissimilmente da tutti coloro che non ne riconoscono la Natura né la legittimità storica riducendola al piano delle contingenze temporali.
La Religione del Vero è quindi la Fede di coloro che seguono il Significato Eterno dell’Imamato per ciò riconoscendone anche la manifestazione storica.
Essa è la Tradizione dei Quaranta che sono “i Veri Giusti di ogni tempo e in ogni luogo il Salman del Momento che l’Acqua della Vita porta in Sé”.


La Ricerca


Trieste, 4 maggio 2017

I Fogli dei Quaranta fanno parte di quella che possiamo definire la Tradizione spirituale sciita del Graal.
Gli elementi di questa Corrente che in ogni tempo è stata espressione della Ricerca dell’Acqua della Vita da parte di coloro che sono “assetati” del Senso autentico dell’Esistenza ha trovato eco in varie concezioni, da quella mazdea a quella cristiana, a quella islamica, incentrandosi nella spiritualità sciita sulla Persona del Cavaliere per eccellenza, l’Imam Alî ibn Abi Talib, cugino del Profeta e sposo di sua figlia Fatima detta az-Zahra, la Risplendente.
Guida esemplare al riconoscimento del Signore della Spada chiamata DhulFiqar è stato sempre Salman Farsi, il Persiano o il Puro (Pak) che è la Porta alla Sua conoscenza e devozione.
Fra essi due vi è il Consesso dei Quaranta del quale entrambi fanno parte e che è manifestazione della Sostanza Purissima del Nome del Signore di questo Tempo, il Dodicesimo Imam della tradizione sciita, presentemente nascosto ma che riapparirà per ristabilire il Senso Reale di tutte le Tradizioni Sacre.
Che i Quaranta si possano ritrovare attorno ad una Tavola Rotonda Celeste sulla quale è imbandito il Desco per coloro che sono realmente necessitati della visione del Volto del Signore è il Segno Maggiore di questa Tradizione che svela in quel Volto la Luce di Gloria che emana dal Santo Vaso del Graal.
E’ a questa Idea eterna di Cavalleria Spirituale che i Fogli richiamano e cercano d’introdurre attraverso la Fonte d’Acqua Viva che, ritrovata qui a Tarsis, ha unito due Sponde del Mediterraneo, la Siria all’Italia, Tartous a Trieste.


La Coppa


Trieste, 25 maggio 2017

Per affrontare un testo che origina da una Sorgente Tradizionale e che ha in sé i Principi metafisici e spirituali che “incidono” la sfera sottile, e di conseguenza quella del mondo sensibile, è necessario avere un Orecchio e un Occhio che hanno in sé la potenza di uomini e donne “destinati” al Cammino che porta a quel Sé stesso che è chiamato dalle varie Tradizioni in molti modi ma che è essenzialmente Uno.
La Necessità che tali esseri portano nella loro vita è l’unico elemento che può far risuonare il loro cuore alla lettura dei versi che provengono da un’ispirazione spirituale che ha come origine il Sé.
Considerato però che ogni Discesa del Soffio che porta l’Acqua della Parola sfocia inevitabilmente in Immagini che danno Forma particolare alla Corrente della Tradizione Unica è opportuno, a chi volesse inoltrarsi nella comprensione di ciò che gli giunge all’orecchio, avere gli elementi necessari per collocare quell’ispirazione nel tempo e luogo della sua esistenza, per scoprire il suo legame col passato, anche remoto, e la sua spinta verso ciò che verrà, stabilendo così l’appartenenza del testo ad una precisa Corrente spirituale.
Nel caso dei Fogli dei Quaranta la Tradizione celeste, polare e solare che è provenuta “dall’Alto Kara al Basso Kara” e poi da lì, ad arco, è giunta sino a noi, può essere estratta dalle Immagini, dai Suoni e dalle Forme d’ordine spirituale che prendono corpo nella visione interiore di chi ascolta i versi e consuona coi loro contenuti.
Chi fosse sufficientemente libero da preconcetti e pregiudizi e si lasciasse guidare dal Soffio che risuona alla lettura dando forma a Figure esemplari che ritornano spesso nel corso del libro, scoprirebbe che ciò che tale Flusso di parole vuole significare è una Concezione Unica che proviene dalla Fonte della Prima Tradizione per giungere sino a noi attraverso le Parole Vere dei Giusti d’ogni tempo, non tocchi dal peccato dei popoli ai quali il Principio li destinò, per sfociare nel suo ultimo tratto nella Vena sciita della Tradizione islamica, e con il Segreto di Colui che viene, dell’Atteso, arrivare sino a noi intatta e pura.
Il Deposito proviene dalle Stelle o meglio il Vaso nel quale esso fu celato proviene da Lassù e rappresenta l’Acqua e il Cibo spirituali di tutti coloro che sentono il Richiamo della loro Autentica Natura, di quel Sé stesso che è l’Uomo Universale in loro.
Chiamatelo pure Graal, Sang Real, Hvar, ad indicare il Flusso dell’Acqua della Vita, il Vino chiamato anche Soma, Haoma, Amrita, che disseta i cuori di chi è in Cerca e li porta sino al Sé. Ciò che Esso rappresenta è la Luce della Conoscenza Suprema che non si svela ad altro che al Sé stesso quando colui che a Sé è ritornato, per chiamata predestinata, è “morto” a tutto ciò che non è Lui.
E’ l’Eterna Ricerca di quella Luce, che non è d’oriente o d’occidente, che in altri tempi è stata chiamata Cerca del Graal, ma se intesa nel suo Significato Reale, potremmo noi ora chiamarla diversamente?
Sicuramente no.
Aradvi Sura Anahita e Mithra, Maria e Gesù, Fatima e Alî. Queste sono tre delle Forme Esemplari che la Tradizione d’origine celeste ha preso nel Passaggio da un Tempo ad un altro. Anche se molti Nomi possiede la Diade Divina a seconda della Tradizione di riferimento. La Sostanza Celeste di quei Nomi fonda la Tradizione Primordiale dalla quale deriva la Parola che non muore, Madre d’ogni Vero Libro che sia scritto perché inscritto con la Luce delle Stelle sulla Volta del Cielo.
Sirio e Orione, Tir-Tishtrya, la Tradizione di Tarsis.



4 febbraio 2018

Chi volesse approfondire i contenuti degli scritti che precedono può prendere contatto col Centro al seguente indirizzo:

Centro Studi Tarsis
Eugenio Tabano - Via Diaz 21 - 34124 Trieste - Italia
Tel.+39 3475225441
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