Tarsis




I Libri

I Fogli dei Quaranta danno Forma a una corrente spirituale che manifesta in ogni tempo e luogo il suo ricollegamento col Vivente, l’aspetto dello Spirito in Atto, qui ed ora. Tale aspetto qualifica un modo di ricercare e testimoniare la Verità che è suo proprio, sia riguardo gli accadimenti dell’uomo che della storia. Questo testo, seguendo la traccia dell’Acqua dello Spirito che irrora l’interiore e l’esteriore di ognuno, parla della lotta che ogni uomo compie all’interno di sé contro ciò che lo annebbia, lo confonde, lo disperde e lo allontana dal suo autentico fine, la Conoscenza di Sé, e di ciò che, esteriormente, minaccia l’integrità di popoli, nazioni e comunità per disgregarli e asservirli al potere del Nemico dell’Uomo, quest’ultimo ben descritto nel testo successivo: Il Sentiero dei Lupi. A Fondamento di questa lotta, che prende posto nel cuore dell’uomo e della storia, sta l’Atto metafisico di Riconoscimento di Sé le cui caratteristiche sono state definite chiaramente nel terzo testo pubblicato, I Fogli dell’Arca. Compimento dei tre libri precedenti è Il Sigillo del Tempo che “suggella” il cammino di Testimonianza con alcune chiarificazioni riguardo la Tradizione dei Quaranta e quattro raccolte di versi che mettono in luce una Fede, un’Idea e un Atto che hanno la loro Forma in Cielo e la loro vita nel mondo con le qualità che ne contraddistinguono il procedere: la veridicità, la sincerità, la lealtà e la coerenza.




I Fogli dei Quaranta

di Eugenio Tabano, ed. Il Murice,
Trieste, aprile 2017. 221 pp.

Prefazione

Non tutti i versi dei Fogli, scritti tra il 2012 e il 2017, riguardano direttamente la situazione venutasi a creare in Siria per l’intervento di interessi estranei a quelli del popolo siriano ma in questa raccolta compaiono sicuramente molti rimandi a ciò che è accaduto e accade in quel luogo.
Ciò che gli scritti riportano vuole stare sul piano che è loro proprio, “in medio mundi”, dove si stagliano le Forme degli eventi che sono avvenuti e avverranno. È lì, in quel “luogo che non è un luogo” che si decidono le sorti del mondo concreto e gli accadimenti che in esso si manifestano.
È su quel piano che le battaglie si vincono e si perdono, che l’azione degli ingiusti ha libero corso o può essere fermata. È su quel piano che il coraggio di un popolo che difende la propria Terra e la propria dignità trova linfa, sostegno e spinta. Esattamente come accade oggi in Siria dove l’intrigo di chi vuole dividere per imperare si scontra con la volontà di uomini e donne che resistono a delle forze che in altri casi avrebbero già raggiunto il loro fine: disgregando, dare in pasto una terra agli oppressori di turno manovrati da lontano, oltre le sponde dell’oceano, da vicino, nelle sabbie “ingrassate” dal petrolio e in quella che fu un tempo la sede di Bisanzio, e da chi purtroppo ci sta qui accanto, in quest’Europa macchiata nelle parole, nell’azione e nel pensiero dalla connivenza con le forze della distruzione e chi le sostiene. Dio aiuti la Siria e chi la difende.

Trieste, 9 marzo 2017

Introduzione

I versi che seguono sono frutto d’una Ispirazione che immerge le sue Radici nella Conoscenza di Sé come Tradizionalmente la consideravano gli Antichi il cui rapporto col Sacro non era ridotto alla formalità della pratica religiosa come l’uomo moderno la vive e la concepisce né al piano che le nostre capacità di comprensione definiscono come psichico né tantomeno alle sue proiezioni sociali meramente esteriori. Ciò di cui si tratta origina invece dal piano della spiritualità collegato al dominio Metafisico dell’Esistenza, unico dominio a cui spetta la suprema dignità del Sacro, dimora del Mistero insondabile del Senso dell’Esistenza. Conoscenza di Sé quindi consuonante nella sua sostanza con l’ingiunzione dell’oracolo delfico: “Conosci te stesso” e così facendo conoscerai il Senso del tuo essere al mondo e del Mondo stesso.
Tale conoscenza sacra ha permeato tutti gli orientamenti spirituali autentici dell’umanità, lo slancio dell’uomo a conoscere il Mistero dell’Uomo e il suo Segreto. Non staremo qui a ripercorrere le forme che il gran fiume di tale Ricerca ha preso né tantomeno i suoi rami principali ovvero quelle che possiamo considerare le religioni esclusive che hanno incanalato l’Acqua dello Spirito giungendo poi a pensare che fosse di loro spettante proprietà. Ciò a cui invece va la nostra attenzione è la Fonte dalla quale tale Acqua deriva, la Sorgente Immacolata dalla quale Essa sgorga, non tocca dalla volontà di appropriazione indebita degli umani. Il Flusso originario che da essa zampilla è passato sulla Terra in ogni dove si trovi un flusso d’acqua viva, un albero, una grotta baciati dallo Sguardo del Signore e, nascosto agli occhi dei violenti, è giunto a coloro che credono al Miracolo dello Spirito dell’Uomo messo all’Essere dal Principio d’ogni essere che ogni uomo chiama Dio. Sotterraneo o meno tale flusso s’è mantenuto intatto nel cuore dei fedeli ed è passato a dissetar quei pochi che hanno sete dell’Acqua della Vita celata in una Coppa tramandata da tempo a tempo da una Cavalleria dello Spirito che la chiama Santo Graal. Per noi tale Vaso che contiene la Luce di Gloria della Tradizione Antica passa per il cuore di tutti coloro che hanno conosciuto realmente Sé stessi ed attraverso le loro mani arriva agli uomini degni di portarla.
I Fogli dei Quaranta la rimettono al Cavaliere per eccellenza, il Signore della Lancia, Portatore della Spada, Possessore della Coppa che noi chiamiamo Alî, il cui Spirito ha animato la vita, nell’ultima Tradizione rivelata, l’Islam, del genero e cugino del Profeta Muhammad, Alî ibn Abî Tâlib, il Primo Imam, che da lui ha ricevuto il Mandato di essere il Signore di tutti i Veri credenti chiamati a riconoscere la sua Autorità spirituale e quella dei suoi Undici Successori, in possesso della sua stessa sostanza di Conoscenza Sacra, sino all’ultimo di essi, l’Imam del Tempo, il Dodicesimo. Quest’ultimo, presentemente nascosto, riapparirà come Sole d’Occidente quando la Terra sarà ricolma d’ingiustizia, per ristabilire il Diritto del Vero nel mondo e in ogni uomo e sconfiggere l’ingiustizia degli Oppressori presenti in ogni credo che nasconda all’uomo la sua Autentica Natura.




Il Sentiero dei Lupi

di Eugenio Tabano, ed. Le lettere scarlatte,
Trieste, giugno 2019. 146 pp.

Prefazione

Dar ragione d’una Via, riscoprendone l’origine, le tappe e i passaggi sino a giungere, dopo un lungo cammino, di nuovo prossimi all’Inizio. Dar Forma a un Sentiero che nasce dai Padri, con essi procede e attraversa, s’avanza e percorre sino a giungere a noi. Il Fuoco è lo stesso, di tappa in tappa, acceso dallo stesso ardore che dà corpo a una Stirpe stabilita a portar con sé la Coppa dell’Acqua dello Spirito. Che sia nei secoli, nei millenni o nella vita di un uomo la sostanza dei Passi non cambia e la direzione è quella, l’Antico Cammino dei Lupi nel loro aspetto e funzione di portatori della Tradizione, di fondatori di una Civiltà che né l’oro né il gioco né il lavoro aveva come fini. Ma come fine aveva la conoscenza dell’Uomo e del suo Compito, in questo e in ogni mondo.
E la Terra dei Lupi è il luogo di partenza e il luogo di stabilimento della Tradizione che essi portano con sé in ogni dove essi si fermino a concepire la Forma del loro anelito posto a servizio dell’Uomo e della sua Conoscenza.
Il Sentiero che conduce alla Terra dei Lupi è frutto dell’incedere dell’Uomo nel mondo buio, sordo e cieco di un’umanità sempre più estranea al reale Fine dell’Esistenza. La Conoscenza di Sé che è l’Uomo nell’uomo, l’Atto supremo che nasce dalla nuda Potenza, dalla totale Ricezione dell’Ordine dello Spirito. E il Lupo è la Volontà dell’Uomo che tale Atto ha compiuto e che in grazia d’Esso porta il suo seme nel mondo e in ogni vita.
Questa raccolta di versi, Il Sentiero dei Lupi, riporta la Testimonianza d’ordine metafisico, spirituale e Tradizionale che passa sotto il nome di “Tarsis” alla sua Terra d’origine. Perché dove vi è un Fuoco che arde in cuori credenti che offrono al Cielo ciò che Esso ha loro donato, là vi è la Terra dei Lupi, memori del Segreto della reale natura dell’Uomo, memori di colui che è nemico di tale segreto e dello spirito vivente che lo cela in sé.
È a quel Lupo che difende l’uomo dal Nemico che lo minaccia da sempre che questa raccolta di versi è dedicata.

Trieste, 15 febbraio 2019





I Fogli dell’Arca

di Eugenio Tabano, ed. Le lettere scarlatte,
Trieste, luglio 2019. 113 pp.

Prefazione

I Fogli dell’Arca, scritti a Trieste nel 1991, trattano dell’Atto d’Essere Assoluto che fa d’ognuno Se stesso che ogni Tradizione sacra degna di tal nome definisce intemporale ed eterno.
L’Atto è il Cuore della Conoscenza che l’uomo ha dell’Incondizionato e dell’Assoluto, cuore che è l’essenza stessa dell’Intelligenza che ritorna alla propria Ragion d’Essere o Principio come un raggio di sole rientra nel Sole che l’ha originato consumandosi nella sua Luce e ridiventando Se stesso quale è sempre stato.
Tale Conoscenza è il cuore d’ogni conoscenza perché è la Conoscenza del Sé il cui Riconoscimento e Realizzazione è definito dalle Tradizioni sacre d’Oriente e d’Occidente come il Fine Supremo dell’Uomo.
L’orientamento a tale Fine è stato il fondamento della Testimonianza spirituale di “Tarsis”, nome simbolico che indica il “luogo” nel quale s’è inverata la Realizzazione dell’Atto di Conoscenza di Sé.
È che l’Atto d’Essere se non è “Vivente” rimane inconoscibile ad altri che a Se stesso.
Ed è perciò che se Esso si realizza nel cuore dell’uomo la vita di colui che lo accoglie diventa Garanzia della sua Realtà in un certo tempo e luogo.
Questo è ciò che suggerisce il testo che segue, articolando con la Parola che da quell’Atto proviene la sostanza spirituale del Fine supremo dell’Uomo, la sua Realizzazione e la sua Testimonianza in questo mondo.

Trieste, 23 aprile 2019

Presentazione

Il Fine Ultimo dell’intelligenza dell’Uomo è quello di tornar alla Fonte dalla quale scaturì, in un tempo senza tempo, all’Inizio del Mondo e d’ogni vita. Conoscenza Volontà e Atto sono le Potenze che in un unico e identico Slancio fanno ritornar l’uomo in Sé. E dall’Origine che vide l’Uomo libero echeggia in questo tempo il suo Richiamo per riportar i cuori e gli intelletti a riconoscere la Via che li conduce al Sé. La Parola Ispirata de I Fogli dell’Arca di questo parla, portando la Gnosi d’ogni tempo in questo tempo.
Il testo si concentra sulla concezione metafisica della Conoscenza di Sé e sull’Atto intemporale che la realizza nel cuore dell’uomo. Ciò che i Fogli affermano è che solo l’uomo, nel cuore del quale s’è realizzato tale Atto, può essere Portatore di Parola Vera riguardo la Realtà della Ricerca spirituale e del suo Senso. Testimone del Fine dell’Uomo per l’uomo, Parola Vivente nel tempo e nel luogo del suo apparire. Porta dell’Essere per coloro che cercano sé stessi e null’altro con Sé.
È perciò che questi Fogli possono essere intesi come una Convocazione al Significato del nostro essere al mondo. Una Parola inscritta nel tempo che evoca l’Eterno orientando lo Sguardo degli Intelletti verso l’Atteso da ogni tempo, l’Atto che compie in essi la Conoscenza di Sé, chiamato col Nome di Sole d’Occidente.





Il Sigillo del Tempo

di Eugenio Tabano, prefazione di Daniele Ramadan, Audax Editrice (http://www.audaxeditrice.com)
pp. 174, aprile 2021.




Questo testo è frutto dell’unione di quattro Raccolte di versi che danno compimento alla Parola di Tarsis stabilendo in questo luogo e tempo una Corrente spirituale che dà Forma alla Ricerca dell’uomo verso l’Unico Reale che pur chiamato con nomi diversi ha un’identica sostanza e un solo Significato.
Tale Corrente è il Flusso dell’Acqua della Vita personificata da Salman il Persiano che diventò Amico Prossimo del cugino e genero del Profeta Muhammad, Alî ibn Abi Talib, la Guida per eccellenza sul Sentiero della Realtà, Guida dell’uomo verso l’Uomo Compiuto, secondo la misura che è destinata ad ognuno dal Suo Principio.
Nei versi la Guida è Principe di Giustizia, Signore del Patto, Sigillo del Tempo ed è il Se stesso Reale d’ogni uomo, il Signore del Giorno del Giudizio che per ogni vivente sarà il Giorno della Verità. E’ in tale Giorno che sarà placata la Sete del Sincero che anela a ritornare al proprio Signore che è il Sé autentico d’ogni uomo. E’ quindi verso coloro che hanno necessità di quell’Acqua che i versi procedono portando a costoro la Risonanza d’altri Luoghi e Tempi dove ancora la nebbia della presunzione delle menti e dell’ottusità dei cuori non aveva coperto totalmente la Realtà dell’uomo e dell’esistenza.

Introduzione

Dare una visione completa d’una Testimonianza Tradizionale nel mondo attuale è quanto abbiamo fatto nel corso del tempo per chi ha letto I Fogli dei Quaranta, Il Sentiero dei Lupi e I Fogli dell’Arca che mettono in luce i principi spirituali, ideali e metafisici che hanno preso corpo nella Testimonianza iniziata nel 1990 e arrivata sino ad ora per completarsi in questa raccolta di scritti attraverso i quali la forma tradizionale che passa sotto il nome di “Tarsis” si manifesta nella sua interezza. È il dominio del Mistero della conoscenza di se stessi che traspare nella raccolta che segue, assieme ad una forma spirituale che dà sostanza a una gnosi unica che da un antico inizio ripercorre il cammino di Salman il Persiano e, passando attraverso la Tradizione iranica, illumina un particolare concepimento della persona di Gesù e del suo insegnamento, per giungere alfine all’interno dell’alveo islamico e compiersi nella realtà spirituale di colui che storicamente appare come cugino e genero del Profeta Muhammad, Alî ibn Abi Talib. Il Filo d’Oro che lega queste tre forme e che in sé è unico, in questo passaggio di tempo e fine del ciclo, recupera la sua forma antica rendendola “nuova”. E noi ben sappiamo che ogni vera Tradizione è nella sua essenza una forma rivelata. Di tale forma noi cerchiamo di rendere lo Spirito introducendo chi ci segue all’eterna ricerca dell’uomo che vuole ritornare al suo Se stesso autentico e reale che non è altro che “il Volto di Dio per la creazione” che, pur chiamato con molti Nomi, per noi è l’Altissimo, il Principe delle Api, Alî.

Questo testo richiama al compito che in questi tempi ogni Credente ha di riporre al centro della propria Azione la Testimonianza del Vero, la Via che vi conduce e la Lotta interiore, sia in sé che nel mondo, contro la Menzogna e la Falsità, contro tutto ciò che copre la Reale Natura dell’uomo fuorviandola verso altro da Sé, verso le fantasie della psiche e dell’inganno perpetrato da quelle forze che hanno come solo fine il proprio potere sulla Vita e sul Vivente per oscurarli alla dimensione celeste superiore e originaria d’ogni essere e dell’Esistenza. Sin che un mondo c’è, tale Lotta è in atto, come è in atto la Lode dell’Unico e delle sue manifestazioni nella Luce, nello Spirito, nella Gnosi del Principio che è Signore d’ogni essere che da Lui origina, attraverso Lui vive e a Lui ritorna. Che vi sia un Nome dietro le cose che qui vengono dette, e quindi una Forma di Fede precisa, oppure che il Nome sia implicito e la Forma esemplare, la Sostanza dalla quale attingono I Fogli della Lode, quelli della Lotta, L’Anello della Fede e Il Signore del Patto ha un unico Fine: quello di mettere in Luce l’orientamento della Volontà dei Credenti che in questo mondo hanno sempre combattuto per la Verità, per la Fede, per l’Unico, sostenuti dal Soffio del Vivente proveniente dall’Atto della Piena Realizzazione di Se stessi. Non una verità per sentito dire quindi ma effettiva, completa, efficiente ovvero “che fa” che il Vero sia in questo mondo e che partecipi all’Azione di Colui che, pur essendo chiamato con molti Nomi, ha un’unica Realtà, e che è l’Atteso, Colui che in un mondo sprofondato nell’ingiustizia e nell’oscurità, porterà “la Riparazione” dei torti subiti dai Giusti in ogni tempo, il Ristabilimento della Giustizia, la sconfitta dell’Oppressione e la Luce della Verità Unica nei cuori e sulla terra.

Trieste, 31 gennaio 2021


Riferimenti esterni:

Per una breve introduzione sul testo “Il Sigillo del Tempo” e sul Centro Tarsis, vedi: https:// m.youtube.com/ watch?v= LkOVn9LFvc0

Per una recensione dello stesso testo, vedi l’Archivio Studi Indo Mediterranei: http://archivindomed. altervista.org/ASIM






14 maggio 2021


Eugenio Tabano nasce a Trieste il 16 ottobre 1956. Si occupa da decenni degli aspetti metafisici e spirituali della Ricerca Tradizionale della Conoscenza di Sé. All’inizio degli anni '90 stabilisce a Trieste il Centro Tarsis che orienta a tali temi. Ha pubblicato I Fogli dei Quaranta (Il Murice, Trieste, 2017), Il Sentiero dei Lupi (Le lettere scarlatte, Trieste, 2019), I Fogli dell’Arca (Le lettere scarlatte, Trieste, 2019) e Il Sigillo del Tempo (Audax editrice, Udine, 2021). È anche l’autore degli scritti che sono comparsi sul sito www.tarsis.it dal 2012 ad oggi.


Eugenio Tabano - Centro Studi Tarsis
Via Diaz 21 - 34124 Trieste - Italia
Tel.+39 3475225441
posta@tarsis.it

Rappresenta la Terra dei Lupi, che è la Terra dei Padri, che è la Terra dei Quaranta.

Il simbolo rappresenta la Terra dei Lupi, che è la Terra dei Padri, che è la Terra dei Quaranta.