Tarsis



I Fogli della Lotta

Prefazione

Perseguire un Sentiero che predisponga alla Conoscenza di Sé.
Un Orientamento che ci faccia avvicinare a chi si adopera per cercare di comprendere il Vero e allontanare da coloro il cui fine è l'effimero, il senza senso, il vano.
Una Via che cerchi la Porta d'Entrata al Buon Pensiero, alla Buona Parola, alla Buona Azione, tre sostegni sulla Via dei Ben Diretti.
Una Scelta che faccia prender la parte di coloro che non falsificano la storia per ricostruirne il senso a proprio piacimento.
Una Dignità che si scosti dalla ronda senza fine dei mal diretti e di chi di essi si fa padrone con le sottili armi della parola che svia e inganna l'azione e il pensiero dell'uomo.
Una Testimonianza di colui che ha diretto la propria intenzione verso l'Unico Principio che illumina i cuori di chi ricerca il Sé.
Un Riconoscimento della Necessità di tenere alta la Parola di Verità tra le nebbie di chi illude le menti e i cuori per costruire con essi il suo dominio su un mondo fatto vuoto da ogni senso che possa portar l'uomo verso Sé.
Queste son le poche cose che devi aver a mente se vuoi spezzare il giogo che ti fa esser schiavo degli Oppressori astuti che operano nel mondo per il nulla.

Trieste, 28 aprile 2019



I

Scaglio i miei Fogli
contro l’Invasore
che ottunde mente e cuore
al suo dominio.
Faccio barriera
contro ogni sopruso
lanciato al nostro interno
dal Grande Ingannatore
che porta mente e cuore
nel suo campo.
Dicono che non è guerra
ma che regni la Pace
che l’Impostore spaccia
per grande libertà
ma il Veleno
che sgretola le anime
vi entra dentro i pori
e infetta ogni pensiero
e ogni sentire.
Vi porta a non riflettere
vi devia l’atto
e vi deforma l’occhio
e prende lingua e mano
tagliandone gli estremi
alfine di piegarvi
al suo volere.
La vostra notte
è orba delle stelle
e il vostro giorno
non sa che sia il Sole.
Ma dicono che questo
val pace e libertà.
La loro religione
basata sullo storpio
di lettere ed accenti
fa apparir la vita
coperta dalla morte
un gran vantaggio
da bersi in un istante
col sorso dell’Oblio
dimenticando storia
natali e fini nobili
per barattarne il senso
col luccichio maligno
di cose senza senso
stese tra cielo e terra
sopra il mondo.
I loro Dèi vi illudono
l’istinto e i sensi
legando i vostri atti
al loro carro.
Avete i padri
che v’han comprato loro
avete i figli
che v’han nutrito loro
con la farina
c’han macinato fina
nell’Inferno.
Nell’arco della vita
v’han dato alcune opzioni
che son pari di senso
ma di forma diversa
alfine d’ingannarvi
a destra e a manca.
Vi han costruito fedi
per ciò che v’imprigiona
al loro mondo
che ha pilastri spessi
infissi nel fango e nell’argilla
coi quali han modellato
i loro inganni e fini.
La legge dei gran numeri
è loro scienza
far apparire grande
ciò ch’è più di poco
ed apparire misero
ciò ch’è di gran valore.
Processo naturale
dei cicli e delle età
o subdolo progetto
degli Arconti
di demos lucro e gioco
che tessono le reti
attorno ad ogni uomo
per stringerlo più forte
al loro petto?
Son abili gli Arconti
che hanno nome e forma
a imprigionar il soffio degli illusi
e asservirne il cuore
al loro piano.
Dominio e Potere
ed Impostura e Inganno
per cancellar Natali
e Discendenza
Fine e Valori
e Senso e Dignità.
L’han fatto
l’han compiuto
lo stanno perpetrando
con scienza e abilità.
La lotta par perduta
come già fu in passato
ma fin che siamo in vita
non cesseremo fiato
per dir Parola Vera
con Fogli sempre nuovi
scagliati contro l’odio
del Nemico.



II

Il Principe di Giustizia
che ha Signor l’Altissimo
il Supremo
ci ha dato in questo tempo
il Pane e il Vino
per sigillar con Esso
il nostro Incontro
al fin che si ricordi
il Suo Volere
in questo mondo.
Sembra passato un secolo
e pur par ora
che lo incontrammo
al Tempio
eletto a sua Dimora
tra un mar di Girasoli
che il Padre d’ogni lupo
un dì solcò.
Ciò che era suo
fu preso con la forza
da tante e tante mani
non degne di portarlo
al Sacro Desco.
Che solo chi da Lui
riceve i Doni
può riportar intatto
il Suo Volere.
È un Ordine nascosto
a chi non sa.
A chi dell’esser uomo
non ha più dignità.
Chi dopo il tre fu Quarto
è ritornato ad esser
in questo luogo
per riportarne l’Atto ed il Saluto.
E continuar quaggiù
il Culto che ci eleva
verso l’Alto.
Non siam venuti a caso
non siam venuti invano
ma a far da Ponte e Giunta
tra chi fu prima e ora
per far una Lotta nuova
con le Armi del Sapere e del Ricordo.
Ciò che fu sopra lo riponiamo qui
ciò che fu prima riviene ancora in luce
e al Cielo e al Tempo
rendiamo un gran tributo
portando l’Alto al Basso
e il Prima al Poi.
Per far così son scesi molti Segni
la cui Parola ci ha bagnato il cuore
dandoci le tracce per riseguir la Via
in questa Terra.
È un Filo ininterrotto
che giunge dall’Ignoto
e passa per i Padri
e giunge sino a qui.
E se quel Principe
non fosse di Giustizia
la nostra Fede
e la nostra Lotta
sarebbero divise
e senza vita.
Ciò che non è
non fu e non sarà.
Noi diamo agli Orfani
il Pane e il Vino Sacri
fra questo e l’Altro mondo
sull’Altopiano d’oro
baciato dalla Luce
del Sole d’Occidente.
Noi diamo Aiuto
al Povero e all’Oppresso
e al Sincero apriamo
il nostro Ascolto
dando Ricetto al cuore
di chi cerca
la Via che lo conduca
sino a Sé.
Nostro Signore
è Astro di Giustizia
che illumina le menti
e anche i cuori
che han sentito l’Ordine
di unirsi al proprio Sé.
Siamo tornati
con una lingua sola
siamo tornati alla Terra Antica
per riportar Giudizio in ogni vita.
Nostro Signore c’indicò il Cammino
dicendo a ciò che siamo
ciò che fummo
e dando ai nostri passi
la Retta Direzione
al Fine ch’ogni suo Nome
ci dia lo stesso Senso.
Ed è per questo
che io Quarto di tre
a seguir la Luce
che ardeva su nel Cielo
come un Fuoco
rimetto il mio cammino
al Principe dei Giusti
che possa dirci ora
cosa fare
per rinnovar nel mondo
la Sua Fede
il Modo buono
e la Parola certa
per risuonar coi Fogli
nei cuori e nelle menti
degli erranti
perduti dietro ai sensi del Nemico.
Continua la Battaglia
che un dì ci vide in piedi
continua in questo tempo
col Sapere
d’un Filo riannodato
al proprio Inizio
su una Collina
appena sopra il mondo
sul Picco del Ricordo
e del Valore.



III

Dicono che m’hanno
cancellato
dal loro mondo
e da ogni loro
credo.
Dicono che mai
non fui
che Fogli non ne scrissi
che sto confuso e perso
al margine dei mondi.
È bello far di conto
senza tener presente
Colui che il conto fa
ad ogni vita.
Bello forgiar sistemi
e far parola astrusa
sull’Ordine che Dio
dà a ogni cosa
col sguardo senza macchia
del Suo Occhio.
E pur c’è chi
descrive mondi
su pagine macchiate
da presunzione e inganno
per farli digerire
a chi come Narciso
riguarda il suo sembiante
giorno e notte.
Astratti dalla Vita
e dalla Lotta
legati ad interessi
d’altri lidi
non fanno che portar
su queste sponde
affanno e danno
ai cuori che son nati
in questa terra.
Tradendo il Senso
dell’Unica Giustizia
che dà ad ognuno
Se stesso per Destino
uccidono il Vivente
e scondono il suo dire
ad ogni orecchio.
Ma c’è chi guarda
i loro mal affari
ma c’è chi osserva
il loro Tradimento
che per denari
si vende Padre e Madre
Origine e Cammino
agli Invasori
che sian di mare
o terra o d’altro cielo
si vende il proprio cuore
a più padroni
che col Signore Unico
non hanno a che vedere.
Perciò che il nostro Principe
che ammanta di Giustizia
i nostri giorni
ha stabilito
un confine netto
tra chi su questo suolo
ha visto il Vero
e chi di questo suolo
fa terreno
per conquistar le anime
al suo pugno.
Perciò che a Est
e a Ovest
e sopra e sotto
di questa terra
che i Lupi hanno solcato
si leva il Santo Grido
della Stirpe
diretto contro il soffio
del Nemico.
E fin che ci sarà vita
e Forza e Luce
quell’Ordine dei Giusti
che ha un Unico Signore
che lo guida
non temerà né affronto
né sorpresa.
E stabilito in questi luoghi
e tempi
farà da muro invalicabile
ai passi del Nemico.



IV

S’opererà nei cuori
di questi luoghi oscuri
un gran Richiamo
che s’alzerà nei petti
come fitta.
Richiamo ad una vita
ch’abbia un senso.
Che questo senso sia
il proprio Sé.
Che il vostro tempo
non vi sfugga via
per giunger poi al cospetto
della Fine
senza saper che cosa
stia accadendo
e come e verso chi
si sia diretti.
Per questo che il mio cuore
s’alza e dice:
chiedete
prima d’esser trascinati
dove nel fondo cade
ogni speranza
dove ogni sua luce è spenta
e più non svela
dietro ogni cosa e fatto
il loro senso.
Chiedete
che noi siam qui
per questo
venite a prender parte
al nostro Sacro Desco.
Ché l’Ordine
che dal Signor proviene
ci dà Potere e Soffio
d’illuminar la Via
che a Lui conduce
traendo i vostri occhi
al suo Richiamo.
Venite a chieder
qual che sia il senso
dei Fogli che la mano
vi ha donato
porgendoveli
alla Porta del Destino.
Non fate come se
non fosse nulla
l’Incontro con una Parola Vera
uscita dal Soffio del Signore.
Non fate come se il Testimone
d’ogni sua Luce che nel cuore scende
fosse per caso davanti ai vostri occhi
e non per scelta fatta dall’Inizio
prima che il mondo fosse in questo stato.
I Fogli sono come Sue Folate
quelle d’un Vento che entra ad animarvi
la mente e il cuore intorpiditi
dai suoni fatti ad arte dal Nemico.
Venite
che il tempo scorre e chiama
al Sole d’Occidente
ch’è Sole di Giustizia
adorno d’otto Raggi
che son la Sua Corona.
Venite alla sua Terra
ricca d’ogni Bene
dove dal Mare sorge
il Suo Richiamo.
Propizio il Giorno
all’Occhio che mi vede
scrutando il centro
dell’Occhio che lo guarda.
Proficuo è l’Atto
che lo porta al cuore
d’ogni suo atto
fatto nella vita.
Presente è il Sole
ad ogni nostro Incontro
anche se un velo
vi circonda il volto.
E accorrete alla Convocazione
che coglie i vostri sguardi
nella Notte
quando la Luce accende
i vostri passi
e li riporta al Signor del Tempo
che è il Sole che risorge ad Occidente
e chiama ogni sua vita
al Suo Cospetto.
Di questo i Fogli e i Segni
fanno Fede
portando ai vostri giorni
il Suo Richiamo.



V

V’abbiamo tracciato
nel corso d’ogni Foglio
la Storia che ci lega
ai nostri Padri.
Che siano i Primi
o quelli che ci hanno preceduto
poco fa.
Certo li abbiam descritti
in versi strani
e su più piani
da quello spirituale
a quello che possiamo definir
come ideale.
E questo è stato fatto
in questo Luogo
che non a caso
al Giusto è dedicato
ch’è Principe e Signore
che di gran lunga supera
la vista di chi ne ha fatto
un proprio Santo.
Deriva
da un Cielo e da una Terra
antichi e nuovi
che stende nel Ricordo
la sua Forma.
L’Altissimo è Signore
del Giusto che c’ha dato
il Suo Permesso
per riportar nel mondo
il suo Segreto.
Ha avuto molti nomi
ma Uno solo è il senso
del suo agire.
Ed ora è qui
che guida i nostri passi
in questa lotta
che non conosce tregua.
Sottile ed aspra
continua e lieve
pesante e forte
come un Gran Macigno
che sgretolar non può
colui che è Falso.
Abbiamo un Culto
e una Fede sola
un Credo Unico
che sfugge alla via piana
per prender quella Retta
che oltre i tempi e i luoghi
i nomi e le sembianze
ci porta al Principe
del Cielo e delle Stelle.
Un tempo combattemmo
contro l’orda
dei senza Dio e del Vitello d’oro
con altre file uniti
eppur diversi
poi continuammo
con chi poteva dare
un grande aiuto
contro le mire astute
dei Cugini
armati con le strisce
del Demonio.
Ora siam qui
col Principe del Luogo
che come fu all’Inizio
ora è ancora
a ordinar le vie
dei Fedeli
nel Credo e nella Lotta.
E dopo aver vestito
molte vesti
siamo di fronte
al Guercio che ci guarda
ma non vede.
Ed aspettiamo
il momento giusto
per porre il Gran Giudizio
sul suo capo.
Guidiamo con i Fogli
le Forze della Luce
riuniamo in questa penna
le Grida degli Antichi
chiediamo a chi è passato
caduto e poi scordato
un gran Sostegno
per non venire meno
al nostro Sacro Pegno.



VI

Il Giusto è il Testimone
dell’Altissimo
e porta in questo mondo
il Pane e il Vino
fatti coll’Acqua Viva
delle Stelle
che scorrono a Cascata
dal Vivente.
E scorre in questa Terra
nascosta agli Oppressori
d’ogni dove.
Ne abbiamo fatto un Culto
ne abbiamo colto il Succo
ne abbiamo rivestito
i nostri Soffi
per far ruotare i Giorni
attorno al loro Mozzo.
Abbiamo avuto i Segni
per piantare
i Semi della Fede
in questo luogo
come il Signore Altissimo
ci ha Ordinato.
Quell’Ordine che è stato
raccolto e poi trasmesso
dal Garante
che investe col Suo Soffio
il Pane e il Vino
che nutrono i sinceri
in questo mondo.
Lo chiamano Sacerdote
dell’Altissimo
mistero d’ogni Lotta
e d’ogni Idea
trasmessa nel Suo Nome
presente al Tempio
dove i Quattro
son riuniti
oltre la Piana
dove svetta il Girasole
come sulla Credenza
del Vecchio nostro Padre.
Ché di due tempi e luoghi
si fa Uno
che indica nel Terzo
il loro Senso.
Dal Tempio
d’una terra che riunisce
con due Tre luoghi
dei quali il Terzo
si fa seggio
chiamiamo qui a raccolta
i nostri lupi
al fin di rinnovare
il Pegno Antico
che prima e dopo
fa la stessa lotta
contro l’Usurpatore
della Vita.



VII

La scelta
che ci si pone innanzi
non è ardua
ché se di due nomi
si fa un Senso
il Succo suo riluce
in ogni nostro atto.
E l’Atto è Uno
e il Garante Uno
ed il Signor che il suo cuor
sigilla
è Uno e sempre Quello
l’Altissimo il Supremo.
Se poi chi da Esso
s’allontana
attiri più il Giudizio
che la Grazia
sarà Segno dei Tempi
ma non nostro volere.
Per questo che il Signore
che ci guida
ha la Giustizia
come suo Attributo
e una Spada d’Oro
che taglia il Vero e il Falso
e il nostro e il loro.
Per ciò siam Figli
di Tre Padri
che han identico Sapere
e con Esso
combattono il Nemico
dove la nebbia copre
le menti e i cuori.
In questo luogo e tempo
dove i nostri Fogli
son l’unico Rifugio
pei Sinceri
che son diretti
al Vero.
Vorremmo poi spiegare
tante cose
ma chi capisce è nostro
chi no è d’altro campo
e cibo pel Nemico.



VIII

L’ottavo Segno è il Raggio
che ci colse un giorno
e che chiamò al Suo Sole
il nostro Occhio.
È Sole di Giustizia
è Principe ch’è Giusto
perché dà a ognuno il suo
quando giunge il Suo Momento.
Perciò che siam Parola
perciò che siam Battaglia
perciò che siamo Sdegno
che s’avanza
sulla Via della Vita.
Perciò che siamo Luce
coi Fogli senza macchia
perciò che siamo Forza
che turbina col Vento
accecando il Giudizio
del Nemico.
E siam compagni al Giorno
che rende ognuno nudo
sprovvisto d’ogni cosa
che non sia sua intenzione.
È il Giorno del Giudizio
che scende sulle bocche
per chiuder le menzogne
dentro il ventre
del Nemico
alfine che ricolmo
del nodo del suo Inganno
non veda il soffio spento
e il corpo in grande affanno.
Fin tanto che dal Cielo
non scenderà il Signore
a far di lama un taglio
che spezzerà la Serpe
che spurgherà il veleno
nelle viscere del mondo.
E reso innocuo e mite
disorientato e stanco
non avrà forza e spinta
per propagar l’errore
in questo mondo.
Reso silente e ottuso
tornato alla radice
sarà pel tempo prossimo
sepolto nella melma
del suo atto
che chiuderà le porte
al tempo del suo inganno.



IX

Ecco che il Nove
che fa dell’Uno il Sette
ed altri sette computa
moltiplicando il conto
che fa Cinquanta e fine
dei Fogli che s’iniziano
da Tarsis
ha stabilito ora
il suo Ritorno
nella Terra del suo Inizio
che fa dei Lupi e Padri
i Protettori.
Che fa
del Signor del Giudizio
il suo Patrono
la Terra della Lotta
una Dimora
nel Cielo che sovrasta
una Figura
che vien di maggio
quando il tempo è Giusto
a illuminar la vista
dei Fedeli.
E allor che il nostro Culto
si perpetua
in questo luogo
dove il Destino è Pronto.
Le Folgori che il Nostro Signor
ci porta
scoccar dobbiamo
contro Fauci aperte
che il tempo ha irrigidito
come segno
per indicare all’Uomo
il suo Destino
ed il Nemico
che gli spegne il Giorno.
E il Nove ch’è Cinquanta
conferma la Parola
la Tradizione e il Soffio
di chi è Padre
la Stirpe e Nobiltà
del nostro Atto
che da qui rimette
nella Sua Volontà
ciò che proviene
dalla sua Parola.
Con Essa sigilliamo
il Nono Foglio
che chiude con la Lotta
i nostri Giorni.





21 dicembre 2020



Eugenio Tabano nasce a Trieste il 16 ottobre 1956. Si occupa da decenni degli aspetti metafisici e spirituali della Ricerca Tradizionale della Conoscenza di Sé. All’inizio degli anni '90 stabilisce a Trieste il Centro Tarsis che orienta a tali temi. Ha pubblicato I Fogli dei Quaranta (Il Murice, Trieste, 2017), Il Sentiero dei Lupi (Le lettere scarlatte, Trieste, 2019) e I Fogli dell’Arca (Le lettere scarlatte, Trieste, 2019). È anche l’autore degli scritti che sono comparsi sul sito www.tarsis.it dal 2012 ad oggi.


Eugenio Tabano - Centro Studi Tarsis
Via Diaz 21 - 34124 Trieste - Italia
Tel.+39 3475225441
posta@tarsis.it

Rappresenta la Terra dei Lupi, che è la Terra dei Padri, che è la Terra dei Quaranta.

Il simbolo rappresenta la Terra dei Lupi, che è la Terra dei Padri, che è la Terra dei Quaranta.