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Il Tesoro

Trieste, 22 maggio 2014

Hai visto mai i gatti
giocare con il topo
facendolo accomodar
vicino ai loro seggi
scrutandone poi
l’indole e l’istinto
dal muoversi
dei baffi e della coda?
Hai visto i Forti
che si credono astuti
cercare di capire
dai modi della preda
un’altra Specie
cercando di vedere
dal topo una Gran Talpa
che assieme ad altri topi
porta scompiglio ai semi
proprio sotto la terra
di cui si fan Padroni?
Eppure tale è la mira
dei loro occhi fissi.
Peccato che dei gatti
abbian solo la lingua
che serve ad incensarsi
e a darsi lustro e fama.
L’istinto dei Felini
non s’acquista
né tantomeno poi
la loro vista.
Esser sé stessi
è sempre miglior cosa
e se si vuol sapere
qual sia l’idea dell’altro
basta si chieda a lui
direttamente
senza coprir di peli
il proprio corpo.
Ma si sa
pare che nel Terreno
smosso dalla Talpa
sia affiorato all’Occhio
un Gran Tesoro
che narra un’altra Storia
e un altro Inizio
e un altro Ponte
dalla Terra al Cielo
che dà Ragione e Senso
in altro Modo
al Suolo Antico
dal quale si diparte.
E questo crea disagio
a chi si crede il solo
a possedere l’oro nel contado.
Ma l’oro fatto proprio
con l’inganno
copre di pece
l’anima dei luoghi
lasciandoli ai fantasmi
della psiche e del denaro.
Nel Gran Tesoro invece
non v’è Macchia
ma solo il Fine unico dell’Uomo
che l’Aquila Regina
di cui la Talpa è Madre
riporterà nel Cielo
Intatto e Puro.


* * *

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