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L'Uomo

Trieste, 21 giugno 2018

Talora vi sono Segni che indicano ciò che accadrà, ciò che deve inevitabilmente accadere per chi ha fede nei decreti del Signore, l’Altissimo il Primordiale che ne I Fogli della Lode è chiamato rispettivamente Alì e Adi.
Il Deposito Tradizionale che in questi luoghi si è manifestato ha portato alla luce una sapienza antica che il Soffio dello Spirito ha rinvenuto, animato e informato nei versi sia de I Fogli dei Quaranta (2017) che in quelli de I Fogli della Lode. Entrambi sono stati preceduti da I Fogli dell’Arca (1991) e da I Fogli di Salman (1994) a formare i Fondamenti dell’Azione spirituale che il Centro Tarsis ha portato in essere dal 1990 sino ad oggi. Vi è una continuità metafisica tra i quattro tipi di Fogli che giungono alfine al quarto che qui presentiamo nel quale la Forma spirituale della Tradizione che il Centro trasmette trova il suo compimento e dà pienamente ragione della direzione del suo Cammino e del suo Fine. Poiché il Fine dell’uomo è l’Uomo stesso che nella corrente spirituale della gnosi islamica è definito “Insan al-Kamil” (l’Uomo Perfetto o Universale) alla cui Realizzazione ogni vita è bene tenda e nella quale ogni esistenza è giusto “finisca” e si compia ridiventando ciò che realmente è ed è stata da sempre. Di ciò i Fogli che sono stati scritti nel corso del tempo trattano, nelle scansioni interiori di un tempo che è quello della Testimonianza Spirituale che incontra, volta a volta, gli accadimenti esemplari che una vita dedita alla Ricerca e Testimonianza della Reale Conoscenza di Sé attraversa e compie. Questo sia in relazione al piano temporale della storia individuale della persona investita da tale Ricerca, Realizzazione e Testimonianza sia a quello degli accadimenti della “storia esteriore del mondo” che si inverano nella sua vita. Ché i due piani corrono su strade parallele che sono collegate dalla consapevolezza di chi le percorre e “unisce” in certi punti di vetta collegando il piano degli accadimenti interiori personali a quello della storia esteriore e “collettiva”. E’ perciò che noi abbiamo sempre detto che la Posizione giusta nella Ricerca spirituale lega tre piani di consapevolezza, quello metafisico, quello spirituale e quello “politico” che permette altresì di collegare ciò che avviene nella storia esteriore del presente con ciò che è accaduto nel passato anche remoto del tempo e della storia.
La Tradizione che ne deriva sposa quindi due piani della Realtà spirituale che collega l’uomo al suo Principio, quello “verticale” che è la Trasmissione dall’“Alto”, che è eminentemente metafisica e quello “orizzontale” dove le Forme esemplari della propria Tradizione di appartenenza animano le scansioni della storia esteriore, dal passato remoto e remotissimo sino al presente, trasmettendo da generazione a generazione, talvolta anche in modo esclusivamente sottile e spirituale i Semi della Prima Tradizione che è entrata in più d’una Forma spirituale rivestendosi del suo aspetto religioso corrispondente e che è giunta sino a noi intatta e pura, nella sua Realtà Perenne. Tale Tradizione noi chiamiamo, o così è stata chiamata da coloro che l’hanno trasmessa, la Tradizione o Religione, se più vi aggrada, dei Quaranta ch’è detto sia ne I Fogli dei Quaranta che ne I Fogli della Lode essere la Religione di quelli che sono “i Veri Giusti d’ogni tempo e in ogni luogo il Salman del Momento che l’Acqua della Vita porta in Sé”. Quali siano i riferimenti storici di tale Tradizione sacra noi li lasciamo indagare agli studiosi, che in molti casi l’hanno avvicinata, cogliendone “dal di fuori”, solo “disiecta membra”. Per quanto ci riguarda, ponendoci sul piano della Pura Presenza spirituale della Conoscenza di Sé, noi ne parliamo nei nostri fogli e scritti lasciando agli interessati la Porta aperta della nostra chiarificazione e ai curiosi i pertugi angusti della visione degli studiosi che talvolta sono giunti vicino a cogliere alcuni dei suoi aspetti senza avere però, certe volte non sicuramente per colpa loro, la visione d’insieme di tale concezione tradizionale, della quale, allo stato attuale, nei loro scritti, anche nel più fortunato dei casi, vi sono solo, come detto, delle membra sparse. Noi quindi ci tratterremo sul piano che è quello proprio dell’ispirazione che ha animato i nostri versi e lì rimarremo pronti ad aiutare i bisognosi che siano ad un tempo veridici e sinceri nella loro necessità di ritornare a Sé fondandosi sulla prova certa di chi, essendo ritornato una volta per tutte totalmente a Sé, può venire loro incontro, se Dio vuole, per trarli dal loro bisogno, verso l’Altissimo, il Degno di Lode, perché, in questo mondo, la cosa più importante per ogni uomo che cerca sé stesso è trovare un altro uomo che tale Ricerca abbia compiuto in Sé, rendendolo immune da ogni errore di interpretazione riguardo il Fine Ultimo del Senso della Vita, e la sua Presenza nel luogo e tempo del Bisognoso è per quest’ultimo il più grande aiuto che un uomo può ricercare e ricevere da un altro uomo.


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