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Il Vivente

Trieste, 2012

1. Uno è l’Atto di Conoscenza di Sé che comporta la totalizzazione di tutti gli stati dell’Essere e l’inveramento di ciò che è da sempre e non v’è istante che non sia.

2. Uno è colui nel cui cuore tale Atto si è inverato rendendolo Garante di Verità,

3. Uno è il Testimone di Giustizia la cui Bilancia misura equamente le “intenzioni” di chi si avvicina o dice di avvicinarsi alla Ricerca spirituale.

4. Tale Testimone è per costoro Guardiano della Soglia la cui Spada di discriminazione taglia l’agire sincero da quello falso, la direzione retta dalla deviata.

5. Il criterio ultimo dell’ortodossia di un cuore lo dà chi alla Verità dà vita vivendo nel tempo limitato il Soffio di colui che riassorbe tutti i tempi nell’istante del suo “apparire” a chi Lo riconosce.

6. E il “Riconoscimento” è Conoscenza, Volontà e Azione in un Atto unico che non vuol conoscere e essere altro all’infuori di Sé stesso,

7. Perché i Tre sono Uno che è Vivente.

8. E’ che il “Vivente” fa paura, e “i più” pensano che il Vivente vada impiccato alla gogna della presunzione del proprio io che non ammette altro dai frutti della propria individuazione, bacati come quelli dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male radicalmente diverso dall’Albero della Vita.

9. Questo pensano i più, e il mondo e le sue apparenze, fossero anche quelle spirituali, religiose, iniziatiche e affini, è preda dei più e il loro nome è “Legione”.

10. Esiste quindi un Atto che è il “Sii!” (Kun) in ogni tempo ed esiste un suo Garante in un certo tempo e luogo.

11. L’Atto è L’Imam eterno, Sigillo Universale dell’Amicizia Prossima. Taluni lo chiamano Gesù talaltri ˆAlî, ma è un’unica Sostanza di Luce senza macchia, Signor del Tempo, l’Adamo Primordiale dinanzi al cui Spirito si prosternarono gli angeli tutti eccetto l’Avversario.

12. I Figli di tal Atto sono diversi dai Prevaricatori.

13. Questi ultimi son ebbri dell’intruglio intossicante dei loro falsi pensieri che han chiesto loro il sangue dei giusti in ogni tempo, dediti alla violenza e all’uccisione della Vacca (la Buona Religione) come li ricorda il Nobile Zardusht. Dall’inizio ad oggi sotto molti nomi e forme hanno avvelenato i fiumi del Buon Cammino, per sete di potere e di ricchezze.

14. Viene il giorno della Resa dei Conti, nei sottili regni della Parola si sente già stridor di armi che per chi vede nell’Oltre sono altra cosa dalle vane fantasie dei dementi.

15. Ci han mostrato le ombre delle loro malvagie intenzioni come avessero sete del nostro soffio per spegnerci la vita.

16. Ma in questo luogo inizia e in questo luogo resta la Parola, come Colonna che non crolla attorno alla cui base si “svolgeranno” i tempi finché la Nuova Luce non finirà la Notte, ad Occidente.


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