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La Testimonianza

Trieste, 2012

La Testimonianza d’ordine spirituale che è stata portata sin dal 1990 ha il suo cuore nei Fogli dell’Arca scritti nel 1991-92 i quali danno ragione, a chi avesse l’intelletto per coglierne i contenuti, della Realizzazione metafisica che li ha posti in essere. Questa Testimonianza ha accolto e poi attraversato la corrente d’Acqua della Scia con al suo centro la concezione dell’Imam Zaman, l’Imam di questo Tempo, lasciando delle tracce del proprio cammino sufficienti per essere riconosciuta nei luoghi e tempi del suo Percorso, ma che non hanno dato segni tangibili del loro riconoscimento da parte di coloro che avrebbero dovuto consuonare, in una qualche misura, con le sue Parole e agire poi di conseguenza. L’attraversamento è stato quindi accompagnato da quest’Assenza colmata, per dono di chi guida gli uomini tutti, da Segni inequivocabili che confermano e attuano in questo tempo, compiendola, l’appartenenza della Testimonianza a quella che si può definire Tradizione Primordiale che era all’inizio del ciclo e che è stata nascosta lungo il suo procedere manifestandosi ‘dentro’ le Tradizioni Autentiche in forme quasi mai coglibili dai mancanti di comprensione spirituale, fossero essi semplici fedeli o ‘ministri’ delle forme religiose ad esse collegate. Dicevamo che accanto all’Assenza di ‘riconoscimento’ da parte dell’esterno, si è rimasti pregni della Presenza dei Segni attraverso Accadimenti i quali, non dissimilmente dai fatti concreti che accadono nel mondo fisico, hanno in-formato la Testimonianza del cuore e dell’intelletto con la controparte nascente dall’Immaginazione Creatrice, ricettiva e attiva a un tempo, che alimenta la Vena interiore d’ogni Realizzazione con la sua Forma luminosa che ne contorna e definisce l’origine, ne trasmette il Deposito Essenziale per poi portarlo in atto pienamente quando è il Momento giusto. Passaggio da un Ciclo ad un altro, responsabilità del ‘Travaso’ di ciò che potremmo chiamare il ‘Succo della Conoscenza Primordiale’, da una Terra ad un’altra Terra. Consapevoli riguardo la Terra da lasciare ché ogni suo comparto è stato giudiziosamente considerato, qualcuno debitamente attraversato, ma che comunque tutto ciò che le appartiene è stato ‘trascorso’ lasciando appunto intatti come Forma di luce e Guida del cammino i Fogli e la Parte Migliore dei Segni, cose che nessuno, né in ambito essoterico né in quello esoterico, potrà mai toglierci né deformare, solo potendo ‘ignorare’ o insipientemente avversare come del resto sono usi fare i dediti alle apparenze ovvero i ‘profani’ di ogni specie e tipo. Questi Segni che hanno ‘constellato’ il Cammino sono diretta emanazione della Fonte sempreviva d’una Tradizione celeste che si è rivestita delle caratteristiche ‘Polari’ all’inizio del ciclo e poi è ‘discesa’ ad alimentare le Forme Tradizionali Autentiche che da essa hanno avuto linfa nella loro ‘parte migliore’. Le origini antico iraniche di questa Vena Essenziale a noi sono state rese precisamente riconoscibili dalle qualità dei Segni avvenuti, così come la Sua componente ‘solare’ che, nascosta alla fine di un ciclo, si manifesta all’inizio del nuovo giorno come Sole d’Occidente, Signore del Tempo e d’ogni tempo.

Nell’Orizzonte dei Passi che il Tempo si appresta a fare si stagliano alcuni Segni che sono ricomposizione, ad un grado diverso del Divenire, delle Figure Antiche. La Pietra, il Vino e il Pane, le Acque, il Ghiaccio, il Fuoco, il Cervo, il Lupo portati dalla Parola ad irrorare la ‘Terra Nuova’ che inscritta nei Cieli si manifesta al ‘suo’ tempo per dare origine ad un Nuovo Inizio. Ché “forse saranno in tre, cinque o sette, col cane” o forse, in quanto ‘otto’, consuonanti con la stirpe celeste dei Tuatha dè Danann, o forse saranno qui per vivificare il lignaggio di Titurel o l’Antico Cammino segnato dall’Anno che Tre stelle nell’alto dei Cieli e tre feste in Esso ricordano, a perpetua memoria di chi contempla e sa. Certo è che la Progenie dei Quaranta è cosa Antica, il loro Deposito è cosa Vivente, come vivente e vivificante è il “Principe di Giustizia” Melkitsedeq e “il Verdeggiante” e “Quello dalle due Corna”, e il Popolo di Giona che non errò e non erra ma è ‘ancora’ su una Via Diritta che non conosce errore. E’ responsabilità propria, quindi, del Centro e d’ogni centro vero, portare alla luce ciò che nasce e nutrire ciò che è nato nei Modi della propria ‘trasmissione’ metafisica e spirituale ma con Atto Concreto, per gli attenti, i sinceri e coloro che hanno la Necessità Innata che travalica ogni credo che sia ‘esclusivamente’ religioso, con l’Etica del Patto di Conoscenza Reale che è Fedeltà alla Parola data, riconoscimento del Vero che è Giustizia e perseguimento del Fine che contraddistingue i Sinceri la cui cura massima è l’Intelligere, ovverro il ‘legger dentro’ ciò che appare o che è ‘scritto’ e prender atto del Suo Significato e prendendo Atto, se ‘convocati’, rispondere col cuore e con la mente a chi li chiama per un nuovo inizio, sul solco dell’Antico che mai muore.


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